Renzi come Berlusconi? Questa è la prima domanda che molte persone si sono poste, dopo l'attacco dell'ex Premier nei confronti della magistratura. Essa deriva dal caso Open, ossia la fondazione che in un certo senso finanzia la Leopolda e le attività politiche di Matteo Renzi. La Guardia di Finanza ha infatti eseguito una serie di perquisizioni all'interno di alcune sedi della fondazione. Carrai, imprenditore amico di Renzi, è stato indagato per finanziamento illecito ai partiti. Del consiglio di amministrazione di Open fanno parte anche Maria Elena Boschi e Luca Lotti, due fedelissimi dell'ex sindaco di Firenze.

L'accusa contro la fondazione Open è quella di aver finanziato il partito di Matteo Renzi Italia Viva. Secondo il segretario di Italia Viva, quello che è accaduto in questo frangente è un grave attentato alla Politica italiana ed alla vita democratica del paese. Va difesa l'indipendenza della politica. In questo paese esiste la separazione dei poteri, e la politica dovrebbe essere indipendente dalla magistratura. Questo in sintesi il pensiero di Renzi su sul profilo Facebook.

Renzi non ci sta e va all'attacco

Secondo Renzi è giunto il momento di interessare le istituzioni a tutti i livelli, in maniera tale da comprendere se i partiti italiani sono quelli sanciti dall'articolo 49 della Costituzione Italiana, o se due magistrati fiorentini possono cambiare le regole e decidere da soli di poter "scavalcare" anche la Costituzione. L'ex segretario del Partito Democratico inoltre afferma che chi non mette in discussione il principio della separazione dei poteri "lascia che due magistrati fiorentini possano decidere se Open sia una fondazione o un partito politico".

Secondo Renzi inoltre, perquisire a casa loro delle persone non indagate, solo perché hanno fatto dei versamenti regolarmente tracciati ad una fondazione, ha dell'assurdo e non ha niente a che fare con un paese civile. Insomma Italia Viva ed il suo segretario si sentono accerchiati e presi di mira dalla magistratura in maniera assolutamente ingiusta ed inspiegabile. L'ex Premier non accetta che sia la magistratura a decidere se Open sia una fondazione o un partito politico, perché a suo dire non fa parte dei suoi compiti.

La difesa della Anm e del Csm

Secondo l'Anm è gravissimo il fatto che un esponente della politica italiana e delle istituzioni, si esprima in questo modo ed attacchi i magistrati titolari di tale indagine. Il Consiglio Superiore della Magistratura invece ha bacchettato Di Maio, Salvini e Renzi rei di aver attaccato a più riprese l'attività di alcuni Pubblici Ministeri. Intanto Italia Viva ha chiesto di aprire un dibattito in Senato per cercare di chiarire e fare luce circa determinate posizioni.

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