L'incidente alla centrale nucleare di Flamanville ha tenuto in sospeso mezza Europa ma pare che l'allarme nucleare sia da poco rientrato. La centrale, nel nord-ovest della Francia, ha subito un'esplosione questa mattina intorno alle 10.00. Alcune persone sono rimaste intossicate e un reattore è stato spento per precauzione: la prefettura francese assicura che non esista alcun rischio nucleare, dal momento che l'esplosione si è verificata in una sala macchine, luogo privo di elementi radioattivi, per cui non ci sarebbe un rischio di dispersione radioattiva. I pompieri accorsi sul luogo per spegnere l'incendio avrebbero confermato che la zona interessata è al di fuori dell'area nucleare.

Le centrali nucleari

Una centrale nucleare, o atomica, è una centrale elettrica che sfrutta il calore prodotto da una reazione di fissione nucleare attraverso l'uso di uno o più reattori nucleari. Il calore poi alimenta delle grandi turbine a vapore, che, accoppiate ad alternatori di corrente, producono grandi quantità di energia elettrica. In Francia sono diverse le centrali che sfruttano questo procedimento vantaggioso ma molto discusso.

In Italia c'è da anni una controversia che impedisce lo sviluppo del nucleare: il governo Berlusconi aveva annunciato la ripresa del piano nucleare, già interrotto vent'anni prima. I governi successivi hanno interrotto questa ripresa dichiarando che prima bisogna acquisire ulteriori evidenze scientifiche e valutare i possibili rischi.

I rischi

In alcuni reattori l'acqua delle turbine non ha alcun contatto con il reattore nucleare, ma in altre tipologie questa separazione non esiste, per cui non sono esenti dalle emissioni radioattive.In ogni caso una centrale nucleare emette piccole dosi di radioattività e queste emissioni durano decenni, anche dopo la chiusura degli impianti.

Le centrali nucleari a fissione, pur seguendo norme di sicurezza di livello molto elevato, hanno purtroppo dato luogo a numerosi incidenti: ricordiamo Cernobyl, e il recente incidente seguito ad un terremoto a Fukushima in Giappone. Si cerca di migliorare sempre per contenere i rischi di funzionamento, che, però, non potranno mai essere completamente annullati.

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