Svolta nel caso relativo alla morte di Tiziana Cantone, la trentenne di Mugnano (Napoli) che si è suicidata a causa di un video 'piccante' finito in Rete e diventato virale. I carabinieri hanno sbloccato l'iPhone di Tiziana. Sembra che i militari della sezione cyber-crime del Comando provinciale di Napoli siano venuti in possesso di diversi file audio contenenti informazioni importanti. I contenuti multimediali risalgono alle ore precedenti al suicidio della 31enne campana. Sulla morte di Tiziana Cantone ci sono ancora molti punti da chiarire.

La collaborazione con l'ingegner Carmine Testa

Alla fine, i carabinieri esperti di 'cyber-crime' sono riusciti a sbloccare l'iPhone della Cantone, appropriandosi di quei file audio che potrebbero rivelarsi fondamentali. Oltre all'indagine per diffamazione (partita dalla denuncia presentata dalla stessa Tiziana, assieme al suo ex, dopo la diffusione del filmato compromettente), prosegue quella per istigazione al suicidio, coordinata da Francesco Greco e Rossana Esposito, rispettivamente procuratore e sostituto procuratore.

Da non dimenticare l'indagine per calunnia. I magistrati aspettano, ora, di venire a conoscenza del contenuto dei file audio, che potrebbe dare una 'sterzata' a tutte le indagini che girano attorno al suicidio di Tiziana Cantone. I carabinieri sono riusciti a sbloccare il telefonino di Tiziana, dopo innumerevoli tentativi di accesso, grazie alla collaborazione dell'esperto Carmine Testa.

Le telefonate di Tiziana prima del suicidio

Sembra che i militari abbiano evitato l'ennesimo blocco dell'iPhone della Cantone tramite un bug del sistema operativo del dispositivo. I file audio conterrebbero le ultime telefonate fatte dalla trentenne napoletana ai suoi ex fidanzati. Una telefonata lascerebbe intuire il proposito suicida della ragazza. Luci e ombre sul caso Tiziana Cantone, una giovane che, in un certo senso, è stata uccisa dalla vergogna, dalla disperazione e dalle minacce correlate a quel video hot finito in Rete.

L'ex fidanzato di Tiziana, Sergio Di Palo, è stato sentito, lo scorso novembre, dalla Procura di Napoli Nord come persona informata dei fatti. Il ragazzo, accompagnato dal suo avvocato, ha detto che la Cantone aveva diffuso i video 'piccanti', tramite WhatsApp, a quattro giovani conosciuti online.

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