Sono riusciti nell’intrento di sbloccare il cellulare di Tiziana Cantone, i carabinieri della Sesta sezione telematica del Comando di Napoli. Con un attacco “Brute force”, forzando cioè il sistema del dispositivo senza attivarne il sistema di sicurezza che dopo 10 tentativi di accesso errati, cancella tutto il contenuto dal telefonino.

I militari dell’Arma sono riusciti a risalire ai messaggi scambiati con l’ex fidanzato Sergio Di Palo, le telefonate effettuate nelle ore precedenti al suicidio, e lo sfogo che ha avuto con il ragazzo con il quale era fidanzata prima di Sergio.

Le indagini

La Procura di Napoli nord ha aperto due fascicoli per le accuse di istigazione al suicidio e diffamazione, in capo a quattro giovani, inizialmente indicati dalla vittima come responsabili della diffusione in rete di almeno 6 filmati con contenuti hard della ragazza. A seguito di un colloquio privato con il PM titolare dell’inchiesta, Tiziana avrebbe poi ritirato l’accusa di aver diffuso in rete i contenuti pornografici che la ritraevano, in capo ai 4 giovani.

Da quelle dichiarazioni è stato aperto un terzo fascicolo di inchiesta, per indagare sull’accusa di calunnia, in capo a Tiziana, nei confronti dei giovani destinatari dei filmati hot.

Il suicidio di Tiziana e il tentato occultamento dei filmati in rete

Tiziana Cantone, 31 anni, si è suicidata a Mugnano, nel napoletano, lo scorso Settembre, perchè, si crede, non riuscisse più a sopportare l’umiliazione ricevuta per la diffusione in rete, su chat, social network e siti pornografici, di alcuni video che la ritraeva in atteggiamento sessualmente espliciti, che la giovane aveva inviato via Whats App a quattro amici.

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I carabinieri hanno ritrovato il corpo senza vita della giovane impiccato ad un attrezzo per la ginnastica, nella tavernetta della sua abitazione a Mugnano.

Gli inquirenti stanno indagando sul tentativo di qualcuno che, dopo la morte di Tiziana, avrebbe pagato per cercare di rimuovere i contenuti pornografici dalla rete. Il dubbio è che non si sia trattato di un tentativo per preservare la dignità della vittima, ma presumibilmente per depistare le indagini rimuovendo le prove.

Per i quattro giovani coinvolti è stata richiesta l’archiviazione dell’accusa di diffamazione, non ancora approvata, dopo essere stati sentiti dai PM della Procura di Napoli Milita.

Grazie alle capacità degli uomini del comando dei Carabinieri di Napoli, l’indagine sta conducendo all’ex fidanzato della vittima, Sergio Di Palo, attualmente non indagato, ma ascoltato come persona informnata sui fatti.

Restano ancora ignoti i responsabili della diffusione che hanno spinto Tiziana a voler porre fine alla sofferenza che l’affliggeva per l’umiliazione di quei video diventati virali sulla rete. Ma resta anche aperta la possibilità che non sia stata istigata al suicidio da nessuno, se non dal peso di quello che era iniziato come un gioco sessuale, e che a causa della tecnologia informatica, si è trasformato, per lei, in un incubo.

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