Un'altra vittima del Blue Whale: questa volta si tratta di un ragazzo di 12 anni che vive a Mirano, in provincia di Venezia. Il giovane è stato salvato dai compagni ai quali aveva confidato di esserci caduto: l'istituto scolastico frequentato dal giovane si è attivato allertando i servizi sociali.

Salgono così a 40 le giovani vittime in Italia; un allarme sociale che richiede interventi risolutivi, data la pericolosità in sé e la facilità con cui il drammatico fenomeno si sta propagando.

Blue Whale: di che si tratta?

Viene definito in modo erroneo "gioco", ma non presenta nulla di ludico o divertente: si tratta, infatti, di un contatto giornaliero fra una vittima predestinata e consenziente, e un carnefice che viene chiamato "curatore".

È un vero e proprio vademecum basato su un periodo di 50 giorni, contenente gli ordini che il curatore impartisce alla vittima. Sono 50 prove che indicano come e dove tagliare la propria pelle, come e quando incidere numeri e lettere, o la balena simbolo della sottomissione psicologica.

Tra i comandi impartiti, c'è quello di alzarsi alle 4:20 del mattino e guardare ininterrottamente video violenti, horror o psichedelici in un bailamme che si avvicina molto ad un lavaggio del cervello.

Giorno dopo giorno, il giovane concorrente viene trascinato in un'escalation fatta di prove sempre più pericolose e alienanti, sino alla conclusione che prevede la morte del ragazzo spinto al suicidio.

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Cronaca Nera

Perché?

Ci si chiede come o perché l'ideatore di un tale perverso filo conduttore che lega sino alla morte la vittima al suo carnefice possa, a soli 22 anni, aver concepito un percorso così diabolico, senza mostrare il benché minimo pentimento: "Ho purificato la società, un giorno mi ringrazierete", ha dichiarato.

Budeikin come Manson?

Per capire su quali basi si regga il gioco di Philipp Budeikin, (un 22enne russo studente di psicologia), dovremmo compiere un salto temporale nel passato, nella storia dei serial killer, trovandoci faccia a faccia con "il Suggeritore" per eccellenza.

Certo è che la storia sembra davvero destinata a ripetersi e, oggi come allora, la società deve fare i conti con soggetti che sfruttano le debolezze e le fragilità altrui e, forse sì, per capirli bisogna conoscerli.

Charles Manson richiamava il suo personale esercito di adepti, presentando loro la società che conoscevano come una grottesca caricatura di ipocrisie fuorvianti e, paradossalmente, proprio costui ci ha lasciato degli indizi precisi su dove fosse la falla nel sistema sociale di allora.

Nella sua dichiarazione spontanea rilasciata a conclusione del processo al termine del quale è stato condannato, Manson ci ha mostrato ciò che non avevamo visto: la trascrizione della sua deposizione è diventata "I vostri bambini".

Poche paginette per la verità, ma una versione detonante sull'assenza di una struttura sociale e familiare per i ragazzi. Manson ha puntato il dito contro le famiglie assenti e i canali precostituiti, nei quali ogni individuo deve convogliare per essere socialmente apprezzato.

Sostanzialmente ha rivelato che la nostra distrazione e il nostro pressappochismo gli hanno permesso di arrivare ai bambini, terreni incolti che lui ha seminato dando loro ciò che noi non avevamo saputo dare: uno scopo, un gruppo di appartenenza.

Ad oggi, dunque, è giusto chiedersi se le parole di un folle del passato non stiano attualmente trovando una sorta di "riscatto", ed è lecito domandarselo perché, oltre 40 anni dopo i delitti ascritti a "La Famiglia" di Manson, siamo ancora alle prese con un assassino dal modus operandi analogo.

Come possiamo contrastare Blue Whale?

Abbiamo uno svantaggio rispetto al passato, perché oggi l'induzione al suicidio passa per il web ed è veloce, inafferrabile. Ma abbiamo anche dei vantaggi: 50 giorni di tempo e le linee guida della Polizia Postale.

Il tema portante degli esperti fonda e ruota tutto intorno al dialogo. Blue Whale offre la possibilità di iscriversi al sito ed effettuare download. Inoltre viene spiegato bene come giocare, i curatori sanno come entrare in contatto con i ragazzi e come rivolgersi a loro.

Noi, invece, abbiamo la possibilità di segnalare non solo i comportamenti strani dei nostri figli, ma anche eventi di cui veniamo a conoscenza e che riguardano altre famiglie, ricorrendo ai genitori o alla scuola, oppure direttamente alla Polizia di Stato attraverso il sito ufficiale che contiene un elenco preciso degli atteggiamenti da monitorare, dei collegamenti ipertestuali da consultare, dei contatti cui ricorrere per avere informazioni e suggerimenti. Infine si trovano le indicazioni necessarie per gestire e contrastare il fenomeno Blue Whale.

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