Il Governo approva un decreto frutto di una sintesi tra le posizioni delle Ministre Beatrice Lorenzin (Salute) e Valeria Fedeli (Istruzione). Tra le competenze delle due ministre, infatti, c’era il timore che il diritto all’istruzione potesse uscirne ridimensionato, pur nella consapevolezza di una materia come quella alla sanità. L’argomento trattato era quello delle vaccinazioni, argomento delicato e tornato prepotentemente sulla scena, a causa del ritorno di malattie come il morbillo e propagande realizzate dagli antivaccinisti. Il testo finale del decreto prevede provvedimenti importanti.

In primis, i bambini da 0 a 6 anni dovranno essere obbligatoriamente vaccinati, se si vorrà permettere loro di essere iscritti nei nidi e nelle scuole dell’infanzia.

L’iscrizione alla scuola dell’obbligo, invece, se realizzata senza aver adempiuto all’obbligatorietà dei vaccini, porterà ad una sanzione pecuniaria di migliaia di euro nei confronti dei genitori. Si passa da 4 a 12 vaccini obbligatori: polio, difterite, tetano, epatite b, pertosse, emofilo b, meningococco b e c, morbillo, rosolia, parotite e varicella. Ovviamente, sono previste delle eccezioni. Sia nella categoria 0 – 6 anni, sia in quella che permette l’accesso alla scuola dell’obbligo, le vaccinazioni potranno essere omesse o differite solo in caso di gravi pericoli per la salute e/o di accertamenti realizzati dal personale competente (es.: il pediatra). Il decreto comincerà a sprigionare i suoi effetti a partire dal prossimo anno scolastico.

Il Governo, dunque, ha adottato una linea dura, nonostante la Lorenzin optasse per un pugno ancora più forte. La proposta iniziale, infatti, prevedeva la previa e obbligatoria vaccinazione di bambini e ragazzi per l’iscrizione ai nidi, alle scuole dell’infanzia, alle scuole elementare, media e superiore (in quest’ultimo caso, per i primi due anni del ciclo di studi).

Le sanzioni pecuniarie, però, non indeboliscono eccessivamente il provvedimento.

Un triste primato

L’Italia, insieme alla Romania, detiene il triste primato riguardo il numero dei casi di morbillo a partire dall’inizio dell’anno. Stando al Bollettino aggiornato al 16 maggio 2017, ad opera ad opera del Sistema di Sorveglianza Integrata Morbillo e Rosolia, in Italia si sono registrati 2395 casi dall’inizio dell’anno, con picchi nelle Regioni Lazio (700), Piemonte (523) e Lombardia (317).

Di questi, l’89% ha riguardato persone non vaccinate, il 7% vaccinati con una sola dose. Il 34% ha avuto almeno una complicanza, il 40% è stato ricoverato, mentre un altro 15% è finito in Pronto Soccorso. Inoltre, ci sono stati 197 casi tra gli operatori sanitari e l’età media è di 27 anni. È curioso notare, riguardo i casi Regione per Regione, che sul triste podio ci sono finite alcune tra quelle che presentano livelli più alti di copertura vaccinale. In generale, il provvedimento del Governo sembra essere un prodotto adeguato nella lotta contro le campagne pericolose portate avanti dal mondo degli antivaccinisti.

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