Il lancio del missile intercontinentale eseguito dalla Corea del Nord tra venerdì e sabato ha reso di nuovo incandescente la situazione tra USA e Corea del Nord. Dopo la conferma degli Stati Uniti, il Pentagono si è detto piuttosto preoccupato, ma non si è pronunciato se non per le dichiarazioni di rito, sottolineando che gli Usa "starebbero valutando ben la situazione e che daranno ulteriori delucidazioni al più presto". Ma la situazione innesca una nuova escalation nei rapporti con il leader Kim Jong un, ormai certo della potenza nucleare di Pyongyang.

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Esperti Usa: il missile 'poteva colpire Los Angeles'

E stato il co-direttore del programma di sicurezza globale David Wright a dare la notizia che tutti, lo stesso presidente Trump per primo, non avrebbe voluto sentire. In base ai rilevamenti che hanno preso in considerazione altitudine massima e tempi di percorrenza del missile, il vettore poteva avere teoricamente un range di minimo 10.400 chilometri.

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L'equazione è semplice: avrebbe potuto benissimo raggiungere città come Los Angeles, Denver e perfino Chicago.

Notizia che ha allarmato il presidente Donald Trump prima di tutti, il quale non ha certo mancato di commentare l'ennesimo esperimenti di Pyongyang come "una minaccia sempre maggiore", respingendo di conseguenza la tesi per cui gli armamenti nucleari -come sostenuto da Kim Jong un- servono a garantire la sicurezza di una nazione.

"Nella realtà, il nucleare ottiene l'effetto contrario", ha affermato il presidente Usa, aggiungendo che i continui test da parte della Corea del Nord abbiano l'unica certezza di "isolare ulteriormente la Corea del Nord, e impoverire sempre di più l'economia di un popolo già al limite della povertà".

Per il secondo lancio anche le proteste dell'Unione Europea

Sembra che le conseguenze disastrose alle quali si stanno avviando Usa e Corea del Nord abbiano destato il particolare allarmismo anche dell'Unione Europea, che non ha esitato a schierarsi senza mezze misure contro Pyongyang, sostenendo che il lancio del missile intercontinentale è una vera e propria "violazione del diritto internazionale".

Inoltre il Servizio Europeo per l'azione esterna ha dichiarato che "l'Ue è seriamente unita nella condanna della Corea del Nord, la quale è una seria minaccia alla pace mondiale".

Kim esulta per il lancio dell'Icbm

Intano, il leader Kim Jong un si è dichiarato più che soddisfatto del lancio del missile Hwasong 14, il secondo dopo quello lanciato il 4 luglio. Lancio che per Pyongyang - come riportato dall'agenzia di stampa Kcna- ha dimostrato chiaramente all'America l'affidabilità del sistema Icbm.

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La stessa fonte ha confermato la possibilità da parte della Corea del Nord di poter lanciare missili sull'intero territorio statunitense in qualunque momento. Le parole di Kim, d'altronde, suonano proprio come un ultimatum: "il lancio di ieri è stato un serio avvertimento agli Usa".

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