Depositate le motivazioni di una sentenza. È una frase celebre nel mondo di oggi, sempre informato sui processi anche prima che questi si svolgano in aula. Eppure è un concetto chiave del nostro ordinamento giuridico, ed è molto importante. La sentenza di conferma dell'ergastolo è arrivata dai giudici della corte d’Assise d’appello di Brescia lo scorso 18 luglio, mentre le motivazioni sono state depositate solo ieri. In questo periodo i giudici hanno fisicamente scritto tutti i motivi che li hanno portati, al di là di ogni ragionevole dubbio, a condannare Massimo bossetti per l'omicidio di Yara Gambirasio.

Vediamo i punti più salienti.

Nonostante la manifestazione 100 passi per Bossetti, la sentenza non lascia spazio

Solo pochi giorni fa si è tenuta a Bergamo la manifestazione '100 passi per Bossetti', nella quale si è chiesto a gran voce un giusto processo per il muratore. Evidentemente i giudici di Brescia hanno ritenuto di aver celebrato un valido dibattimento, stando alle motivazioni. Tra gli altri è 'Il Fatto quotidiano' a riportare stralci della sentenza in questione, e in particolare dei motivi che hanno convinto i giudici.

Innanzitutto ritengono 'valida la prova del Dna perché non sono stati violati i principi del contraddittorio e delle ragioni difensive'. Per questo la richiesta di Bossetti e dei suoi legali non è stata accolta?

Il Dna è valido, e comunque non ce n'è più per altri accertamenti

Uno dei punti, forse il punto più dibattuto dell'intero processo, è stato quello del Dna. Per i giudici e per il loro perito, il RIS, non ci sono dubbi che il Dna trovato sul corpo di Yara sia quello di Massimo Bossetti.

Nella motivazione si legge poi che 'non vi sono più campioni di materiale genetico in misura idonea a consentire nuove amplificazioni e tipizzazioni'. Per questo accogliere la richiesta di effettuare altri esami non può essere accolta, perché non c'è più materiale genetico. Si tratta dei cosiddetti accertamenti tecnici irripetibili, appunto su campioni che una volta analizzati non possono più essere utilizzati.

Altre analisi servirebbero solo, per i giudici, a verificare come sono stati fatti quegli esami e non a replicarne i risultati.

Yara aggredita vigliaccamente

Questa la spiegazione dei giudici. Yara, scrivono, era 'una ragazzina giovanissima e indifesa' e fu aggredita 'vigliaccamente'. I motivi per cui Bossetti lo avrebbe fatto, e usiamo il condizionale perché non si è ancora arrivati al terzo e ultimo grado di giudizio, sono 'sicuramente spregevoli'. Yara Gambirasio sarebbe stata lasciata morire in preda a sofferenze inaudite. Per questo a Bossetti non sono state concesse le attenuanti generiche, perché durante e dopo il reato avrebbe assunto una condotta efferata.

I suoi legali annunciano naturalmente ricorso per Cassazione. E Enrico Fischetti, a capo dei giudici, lancia una frecciatina al processo mediatico.

Enrico Fischetti: un processo mediatico inaccettabile

l giudici hanno poi ribadito che il processo si è svolto sui media, oltre che nelle aule di giustizia. Ribadiscono che questo non ha minimamente influenzato l'obiettività del giudizio, e sollevano perplessità sulla scelta dell'imputato e dei suoi legali di acconsentire alle riprese audio e televisive del processo di appello. Dopo la polemica sull'opportunità di Pietro Maso di confessarsi in TV da Maurizio Costanzo, ecco che si riaccende il dibattito su quanto sia utile una massiccia diffusione di atti e verbali.

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