L’esplosione, il boato, tre morti, due dei quali vigili del fuoco in servizio che hanno perso la vita sul lavoro. E’ accaduto oggi in una palazzina di Catania, in via Garibaldi al civico 316, dove l’esplosione sarebbe stata provocata da una fuga di gas in un’officina per biciclette e sarebbe avvenuta dall'interno verso l'esterno. Due vigili del fuoco hanno perso la vita ed è rimasto carbonizzato anche un abitante del palazzo. Ricoverati in gravi condizioni all’ospedale Garibaldi di Catania altri due pompieri che erano impegnati nell’intervento rivelatosi tragico.

Il quinto componente della squadra vigili del fuoco travolti dall'esplosione è illeso ma sotto shock.

Aperta l’inchiesta della Procura di Catania

I vigili del fuoco erano intervenuti sul posto dopo una chiamata di alcuni abitanti della zona che avevano avvertito un odore forte di gas liberarsi da un’officina meccanica. Sul posto è subito arrivato il sindaco di Catania, Enzo Bianco, che in un post su Facebook ha confermato la notizia dei tre morti e due pompieri in gravi condizioni. “Sono qui – ha scritto il primo cittadino sul social network - ad abbracciare i vigili del fuoco! Una dolorosa tragedia per la città". Il sindaco di Catania ha già ricevuto le telefonate del presidente del Consiglio Paolo Gentiloni e del ministro dell’Interno Marco Minniti.

La Procura della Repubblica di Catania ha aperto un fascicolo d’inchiesta nel tentativo di fare pienamente luce sull’accaduto. Ha avviato gli accertamenti la Squadra mobile etnea. Nessuna ipotesi investigativa viene al momento esclusa dagli inquirenti fino a che non verranno conclusi gli accertamenti. La violenta deflagrazione sarebbe legata a una fuga di gas di bombole all'interno dell’officina.

Testimoni: ‘Scene terrore, sembrava bomba’

Diverse le testimonianze raccolte dai cronisti e dagli investigatori sul posto. "Ho sentito un boato, pensavo fosse una bomba", ha raccontato uno dei vicini dell’uomo morto carbonizzato a causa dell’esplosione nella sua officina per biciclette accanto all’abitazione in cui viveva da solo.

Si è temuto in un primo momento un attentato terroristico- "Ho creduto – ha detto un commerciante della zona all’Agi - fosse un attentato”. Diverse le persone che, pensando si trattasse di un attentato, hanno passato momenti di terrore. “Ho avuto paura, ero terrorizzato e non sono riuscito a lasciare il mio negozio. Ho pensato – ha ribadito il negoziante - a un attentato". Ancora da chiarire il perché l’uomo rimasto carbonizzato all’interno della sua abitazione non abbia aperto le porte o le finestre, se sia stato di fatto impedito dal farlo perché probabilmente colto da malore e se non lo abbia fatto apposto e chissà per quale regione. Diversi gli aspetti su cui cercheranno di fare chiarezza gli inquirenti nelle prossime ore.