Non è più possibile morire di otite nel 2018? Dovrebbe essere così. Ed invece è successo alla piccola Nicole. Fatalità o destino, in ogni caso l'ospedale di Manerbio, presso il quale era stata accompagnata dai genitori, aveva ritenuto che le sue condizioni non fossero così critiche. E l'aveva rimandata a casa. Stesso esito presso la PoliAmbulanza. La piccola, invece, non ha fatto altro che peggiorare. E, quando i genitori l'hanno portata agli Spedali Civili di Brescia, è finita subito in rianimazione. Per non uscirne più.

Le cause e le conseguenze

Gli esperti dicono che non sia l'otite letale in sé. Ma le sue complicanze o la resistenza particolarmente forte agli antibiotici. E quando Nicole è arrivata all'ospedale di Brescia, l'infezione era già troppo estesa e profonda per essere debellata. Ci si interroga quindi sul ruolo del primo ospedale, quello che l'aveva rimandata a casa, e anche del secondo, chiedendosi se in principio avrebbero potuto o dovuto fare di più.

Gli Spedali Civili hanno infatti denunciato il fatto alla Procura che ha aperto un fascicolo in tal senso e disposto l'autopsia sul corpo della piccola, per verificare eventuali responsabilità o mancanze. La famiglia, la scuola dell'infanzia, il parroco del paese, si sono stretti tutti intorno alla famiglia in questo momento di gravissimo lutto. E anche Facebook la piccola è stata salutata con parole affettuose.

Ancora malasanità?

Il perché i due ospedali abbiano rimandato a casa la piccola, resta da chiarire. Ma una cosa è certa e lo dicono gli esperti: l'otite, se riconosciuta e trattata nel giusto modo, non è letale. Lo diventa se non viene curata, se i germi si estendono ad altre parti del corpo provocando una sepsi. Insomma, molte volte, si sente parlare di pronto soccorsi saturi di famiglie che vi si recano con i bimbi anche in casi lievi, non gravi e addirittura inutili.

Ma nel caso di Nicole, si può parlare a tutti gli effetti di malasanità? La piccola soffriva di febbre e di mal di collo già da più di un mese, non era forse il caso di andare a fondo nel suo caso?

L'ultimo saluto a Nicole

Ormai è tardi per questo tipo di interrogativi. Ma non per la Procura che indagherà su questo episodio cercando di venirne a capo. E anche se ora non è stato ancora iscritto nessuno nel registro degli indagati, si spera ugualmente che venga fatta presto chiarezza.

E giustizia. Nel frattempo i genitori hanno dato l'approvazione per l'espianto degli organi: così Nicole potrà salvare altri bimbi e la sua morte non sarà stata del tutto vana. Ciao Nicole "Piccolo Dolce Angioletto" (così è stata salutata dalla sua scuola dell'Infanzia nelle pagine di Facebook).

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