A seguito dell'attracco della Maersk, resta ferma ancora irrisolta la situazione della Lifeline, anche al centro del Mediterraneo senza istruzioni per l'approdo. Alcuni migranti avrebbero bisogno di cure sanitarie, e mentre ieri in tarda serata sembrava che Malta avesse dato l'autorizzazione allo sbarco [VIDEO], al momento non vi è nessun permesso ufficiale. Solo altri 4 Stati sarebbero disponibili a prendersi carico di una parte dei profughi, ma non sono stati diffusi comunicati ufficiali. A bordo, tra i 219 migranti, ci sono anche 44 donne e 4 bambini, due dei quali sotto i due anni, e 77 minori non accompagnati.

Possibile sbarco a Malta e distribuzione migranti in 4 Stati dell'UE

In relazione alle fonti maltesi di ieri sera, la quale aveva dichiarato di poter valutare l'opzione di dare l'ok per lo sbarco solo nel caso in cui anche altri Stati dell'UE avrebbero preso in caro una parte dei migranti, solo 4 Stati al momento sarebbero disponibili ad avviare l'intesa.

Si tratta di Italia, Francia e Portogallo, includendo Malta; Germania, Paesi Bassi e la Spagna 'sarebbero ancora in valutazione'. Al momento però, a oggi 27/06, nessuna dichiarazione di autorizzazione all'approdo è arrivata da Malta, mentre nella Lifeline - secondo le ultime informazioni - ci sarebbero alcuni migranti che necessiterebbero di cure mediche intensive'. La notizia è giunta tramite Twitter dal capitano della nave alle 3:23, la quale pochi minuti prima, dallo stesso account, aveva inviato un tweet diffondendo le info su una nave da guerra che si sarebbe diretta verso la loro posizione, 'contatto radio' o idea su cosa volessero.

Malta, inchiesta su capitano della Lifeline; Salvini #stopinvasione

Il governo maltese ha annunciato l'apertura di 'un'inchiesta sul capitano della nave Lifeline, Claus-Peter Reisch, per aver eluso 'le istruzioni fornite in accordo alle leggi internazionali'.

Inoltre lo stesso non ha ancora informato sulla possibilità o meno - che la nave della Ong attracchi nell'Isola. Nelle ultime 48 ore il premier maltese - come è possibile leggere in un comunicato in materia di violazione da parte dell'Ong - ha avviato numerose operazioni diplomatiche per ricercare una soluzione al caso della Lifeline 'originato dalle azioni del suo capitano' il quale 'ha ignorato le istruzioni date dalle autorità italiane in accordo con le leggi internazionali'. La prima azione è quella di prevenzione dell'aumento della crisi umanitaria continuando continuando con la condivisione delle responsabilità da parte degli 'Stati membri volenterosi', senza dimenticare la seconda azione verso e contro il comandante della Ong. Salvini lo aveva definito 'ignorante, nel senso che ignora le cose'; il comandante Claus-Peter Reisch si era 'scusato', invitando il ministro italiano a non dare contro chi salva delle vite.

Salvini aveva confermato un possibile accordo con l'Isola, dichiarando che la Lifeline sarebbe andata a Malta 'nave fuorilegge che finalmente verrà sequestrata.

Per donne e bambini davvero in fuga dalla guerra le porte sono aperte, per tutti gli altri no!' inserendo l'hashtag #stopinvasione, direttamente sul canale Twitter, in considerazione anche dell'uso che il capitano della nave dell'Ong sta facendo per diffondere le sue comunicazioni. Secondo il ministro dell'Interno, la Lifeline ha 'bandiera dubbia'; si muoveva in acque altrui e ha agito ignorando le segnalazioni della Guardia Costiera italiana e libica', ciò non significa altro, secondo le Salvini che 'è una nave fuorilegge', considerandole 'complici, non so se consapevolmente o inconsapevolmente' dei trafficanti. All'incontro a Tripoli con il ministro dell'Interno libico Abdulsalam Ashour per discutere della questione migranti, Salvini ha inoltro dichiarato che gli hotspots dell'accoglienza in Italia sarebbero un problema per l'Italia e per la Libia perché i 'flussi della morte' non potrebbero essere interrotti'. La proposta è al momento quella di centri di accoglienza al confine sud della Libia per evitare che anche la città di Tripoli 'diventi un imbuto', come il nostro Paese, ha aggiunto il ministro.