La Nasa, in collaborazione con l'Istituto Kavli per l'Astrofisica e il Massachusetts Institute of Technology (MIT), è riuscita finalmente a spiegare delle anomalie di luminosità riscontrate in una giovane stella che si trova a circa 450 anni luce dalla Terra. Il corpo celeste, denominato RW Aur A, viene periodicamente oscurato da una nube di detriti.

Per anni gli astronomi hanno provato a dare una spiegazione a queste strane oscillazioni di brillantezza, ed oggi finalmente hanno rilevato che la stella è in grado di assorbire i detriti di due pianeti che le ruotano intorno, determinando così quelle originali anomalie. La densa nube di gas è riscontrabile solo in determinati periodi, mentre in altre fasi RW Aur A è libera di brillare.

Una scoperta "cosmica"

La recente scoperta, pubblicata sull'Astronomical Journal, è stata possibile grazie all'utilizzo dei raggi X [VIDEO] del telescopio Chandra della Nasa (il cui nome è un omaggio al fisico statunitense di origini indiane, Subrahmanyan Chandrasekhar). Le immagini riportate dallo strumento, infatti, hanno mostrato che due dei pianeti che si stavano formando intorno alla stella sono entrati in rotta di collisione tra loro, liberando una serie di gas, polveri e detriti che, entrando nel corpo celeste, ne hanno provocato (e ne generano tutt'ora) i periodici oscuramenti. La traccia di riferimento degli scienziati è stata un'anomala emissione di atomi di ferro causata dall'impatto tra i due pianeti.

I risultati degli studi su Rw Aur A

Secondo quanto dichiarato dal coordinatore del gruppo di ricerca, Hans Moritz Guenther, lo studio sulla stella RW Aur A è di una certa rilevanza [VIDEO] perché, per la prima volta, è stato osservato un corpo celeste nell'atto di "divorare" i detriti di due pianeti che ruotano intorno ad esso.

Non è raro, infatti, che nei pressi delle orbite di giovani stelle, si osservino nubi di detriti di pianeti che non hanno completato la loro formazione a causa di una collisione con un altro corpo celeste.

RW Aur A viene definita giovane, poiché la sua età dovrebbe essere di alcuni milioni di anni. Essa ruota nelle vicinanze di una coetanea, definita RW Aur B. Entrambe hanno una massa equivalente a quella del Sole. Le variazioni di luminosità del primo astro sono emerse a partire dal 1937, accompagnate da fasi di scarsa brillantezza che duravano anche per diversi mesi. Il fenomeno si è ripetuto anche nel 2011 per circa sei mesi, poi nel 2014 e, infine, molto più di recente, nel 2017.