I carabinieri del Comando provinciale di Napoli hanno eseguito un fermo di due esponenti di uno dei clan camorristici più potenti del napoletano: i Mazzarella. Sui due pende una accusa di sequestro di persona a scopo di estorsione aggravata dal metodo mafioso.

I due delinquenti, che a seguito dell’intervento dei militari nella zona della stazione ferroviaria di Napoli – Piazza Garibaldi, hanno consegnato il sequestrato che per fortuna è risultato incolume.

Avrebbero sequestrato l’innocente per recuperare un debito di droga [VIDEO] contratto dal cognato per 350 mila euro.

La vittima, che era stata individuata nei giorni precedenti al sequestro nel comune di Capua, è stata rapita il 6 febbraio dai due arrestati, in concorso con altri in corso di identificazione, nel comune del casertano. Questi, durante un’imboscata tesa sotto casa del malcapitato, lo avrebbero caricato con la forza trasportandolo fino a Napoli.

Le indagini e gli arresti

L’indagine, avviata tempestivamente e coordinata dalla Procura della Repubblica di Napoli nella persona del procuratore capo Giovanni Melillo, è stata portata a termine con successo dai Carabinieri che hanno provveduto alla identificazione dei due coinvolti i quali, una volta localizzati, sono stati sottoposti a fermo nella mattinata del 7 febbraio, il giorno successivo al sequestro.

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Cronaca Nera

Il tutto è stato reso possibile anche grazie alle predisposizioni operate dal Gruppo di Intervento Speciale (GIS), Reparto d’élite dell'Arma dei Carabinieri.

I due arrestati, riconducibili entrambi al clan camorristico dei Mazzarella che opera da tempo nel circondario napoletano, sono poi stati tradotti nel carcere napoletano di Secondigliano, ponendoli a disposizione dell’Autorità giudiziaria. Qui, dopo l’udienza di convalida, il GIP ne ha disposto la custodia in carcere.

Il movente sarebbe legato alla necessità espressa di voler recuperare tramite estorsione una somma di danaro pari a 350 mila euro che il cognato del sequestrato avrebbe accumulato come debito di droga.

I fatti, dunque, risalgono al 6 febbraio ultimo scorso e i fermi sono avvenuti già il giorno dopo il sequestro. Quanto avvenuto, però, è stato reso noto solo nella giornata odierna, anche perché le indagini sono proseguite e sono tuttora in corso al fine di poter pervenire alla identificazione e all'arresto dei complici dei sequestratori già assicurati alla Giustizia.

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