È una storia di ordinaria inciviltà e maleducazione quella accaduta a Torino. Luana è una donna di 38 anni che ogni giorno accompagna a scuola la figlia Alyssa, una bambina che soffre di una grave disabilità psicomotoria. Alyssa frequenta un asilo a Torino, all'interno del Parco la Tesoreria. Come spesso accade, qualche giorno fa scopre che il parcheggio auto dedicato ai disabili è occupato. Così Luana, ancora una volta, è costretta a prendere in braccio la piccola e a portarla in classe.

Ma questa volta il fatto diventa ancora più grave

Questa volta, però, la mamma si permette di riprendere l’automobilista incivile che aveva parcheggiato al suo posto, senza averne diritto, e che stava leggendo comodamente il giornale seduto nella propria automobile.

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La donna riferisce di aver detto all’uomo che quel posto non era per lui, ma destinato esclusivamente alle persone diversamente abili. L’uomo le ha risposto che si trattava solo di cinque minuti e Luana, stanca di quella scusa già sentita mille altre volte, ha alzato il tono e ha fatto notare all’uomo che lei era stata costretta a parcheggiare più avanti e che lui si sarebbe dovuto vergognare di essersi impossessato abusivamente del parcheggio destinato a sua figlia.

Il biglietto lasciato sull’auto

E fin qui tutto nella norma, purtroppo si tratta di episodi comuni e di un malcostume troppo diffuso.

Ma l’automobilista maleducato, anziché scusarsi, ha atteso che la donna entrasse a scuola per lasciarle un biglietto sul parabrezza. Un foglietto giallo, scritto in un italiano molto approssimativo. “Te sei andicappata solo al cervello”. Il fatto è stato riportato dalla donna sui social e il post è subito diventato virale. Luana si augura che girando su Facebook, la fotografia del biglietto venga vista da chi l’ha scritto, o magari da un nipote, da un figlio, o da qualcuno che possa riconoscere la scrittura e almeno vergognarsi per quello che è successo.

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Un gesto molto significativo, in nome di tutte quelle famiglie che vivono la stessa situazione di Luana e che ogni giorno si scontrano con l’inciviltà e la poca educazione di chi non pensa ai problemi causati dalla disabilità e parcheggia, senza poterlo fare, nei posti riservati. “Vorrei ritrovare quell’uomo - conclude Luana - spiegargli che cosa vuol dire la disabilità. Mio marito vorrebbe denunciarlo, io non lo so, voglio solo stare tranquilla con le mie bambine.»