Durante un'audizione del Senato sulle molestie sessuali fra i militari, la senatrice dell'Arizona ha dichiarato di aver subito anch'essa una violenza, da parte di un suo superiore, quando era di servizio nell'abitazione militare.

La confessione dell'aggressione subita

A prendere la parola, oggi, durante una commissione del Senato riunita per prevenire gli abusi tra militari e migliorare le modalità di risposta alle denunce dei militari da parte delle autorità, è Martha McSally. Si tratta della prima Top Gun donna degli Stati Uniti che volò in combattimento dopo la revoca del bando alle donne.

L'ex pilota e veterana, in pensione dal 2010 con il grado di colonnello e con alle spalle 26 anni di servizio nell'US Air force, è ora una senatrice repubblicana dello stato dell'Arizona che, rivolgendosi oggi ai presenti alla commissione e, in particolare, ad un'altra vittima seduta al banco dei testimoni, ha aperto il suo cuore e dichiarato pubblicamente, per la prima volta, di essere stata lei stessa una "sopravvissuta" ad una violenza sessuale mentre era in servizio nell'aviazione militare.

La paura del sistema e il silenzio dei primi anni

Ad abusare di lei fu un suo superiore, motivo per il quale per molti anni non riuscì a confessare a nessuno ciò che aveva subito. Mentre racconta quello che le era successo, ammette che il suo silenzio era dovuto anche all'assenza di fiducia nei confronti del sistema di cui faceva parte, nel quale purtroppo vigeva all'epoca - e vige ancora oggi - una sorta di silenzio assenso e di ritorsioni non per i carnefici, ma per le vittime che hanno il coraggio di denunciare.

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Cronaca Nera Politica

La denuncia e la delusione della Top Gun verso il sistema, che non fa nulla per aiutare le vittime

L'ex Top Gun continua dicendo di aver mosso le prime accuse quando, a carriera inoltrata, l'esercito si ritrovò ad affrontare gli scandali sulle molestie sessuali con risposte ambigue e non all'altezza. In quella occasione, ebbe finalmente il coraggio di far conoscere la sua verità alle autorità competenti, ricevendo come risposta una gestione della situazione che, in qualche modo, la fece sentire "abusata" nuovamente dall'intero sistema, tanto da farle pensare, per la disperazione, di abbandonare l'Air Force dopo 18 anni di servizio.

Il racconto della Top Gun, interrotto in alcuni momenti dalla commozione della donna evidentemente provata dalla sua stessa confessione così estremamente personale, è l'ennesima dimostrazione - come la stessa senatrice ammette - che in questi anni si è fatta molta strada per fermare le molestie tra militari, ma che è altrettanta la strada che ancora bisogna percorrere per cambiare veramente il sistema.

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