Dopo che ieri, in occasione del passaggio del ministro Matteo Salvini a Brembate, era stato rimosso uno striscione contro di lui, si è scatenata la polemica. Non è ben chiaro, infatti, per quali ragioni sia stato dato l'ordine di rimozione. In risposta alle critiche, intanto, i Vigili del Fuoco hanno fatto sapere che l'ordine di rimozione è arrivato "da molto in alto". Questo però non chiarisce comunque la questione, poiché in tal caso allora sarebbe stato compito della Digos intervenire, come già avvenuto a Salerno.

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L'ordine di rimuovere lo striscione sarebbe arrivato 'da molto in alto'

Dopo le polemiche scatenatesi ieri, a causa della rimozione di uno striscione contro Salvini a Brembate da parte dei Vigili del Fuoco, è sceso in campo anche Costantino Saporito, segretario del coordinamento nazionale Usb (sindacato dei Vigili del Fuoco). A suo dire quello striscione non era un pericolo per la sicurezza pubblica, e dunque non è accettabile che sia stato fatto rimuovere proprio ai pompieri.

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Saporito ha perciò inviato una richiesta di spiegazioni a Elisabetta Margiacchi, prefetta di Bergamo.

Nel frattempo il vicepremier Matteo Salvini ha dichiarato di non conoscere la questione, e di essere del tutto estraneo alla rimozione. Saporito, però, afferma di aver parlato con i Vigili del Fuoco di Bergamo, e questi avrebbero confermato che l'ordine è arrivato "da molto in alto". Per questa ragione il prefetto avrebbe chiamato sul posto una squadra, per effettuare la rimozione.

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Politica Matteo Salvini

A una simile lettura, però si aggiunge un ulteriore problema, poiché se davvero le cose sono andate così, sarebbe stato compito della Digos rimuovere lo striscione (come avvenuto già a Salerno), e non certo dei Vigili del Fuoco. Saporito quindi si domanda il perché Salvini si preoccupi del dissenso, invece di affrontare la questione del contratto nazionale dei pompieri, che non ha ancora la tutela dell'Inail.

Le spiegazioni del comandante dei Vigili del Fuoco di Bergamo

Saporito, nella sua lettera (inviata non solo a Margiacchi, ma anche a Calogero Turturici e Dante Pellicano, dirigenti sul territorio dei pompieri) domanda che tipo di pericolo dovessero fronteggiare i Vigili del Fuoco chiamati a rimuovere lo striscione.

Turturici ha quindi risposto che si è trattato soltanto di un "intervento tecnico" richiesto esplicitamente dalla Questura. Una simile richiesta di aiuto rientrerebbe del tutto nella prevista "collaborazione istituzionale tra corpi della Stato". Sulle motivazioni specifiche della necessità della rimozione, invece, Turturici spiega che gli era stato detto che tutte le valutazioni erano state già fatte dalla Questura, e perciò ad esse andranno chieste.

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