È stato ucciso l’uomo ritrovato cadavere ieri, nella sua abitazione di Collepasso, in provincia di Lecce: le prime indagini svolte dai carabinieri hanno rivelato che la vittima, un vedovo di 89 anni, è stato cosparso di alcool e dato alle fiamme. Gli stessi carabinieri hanno condotto in caserma per un interrogatorio il figlio della vittima.

Il corpo è quasi interamente bruciato

I carabinieri di Lecce non hanno dubbi: l’uomo ritrovato cadavere nella sua abitazione in via Don Sturzo a Collepasso, nel leccese, è stato ucciso.

La vittima si chiamava Antonio Leo, aveva 89 anni ed era un insegnante in pensione, vedovo, che viveva solo. La morte è stata causata da gravissime ustioni: l’autore del delitto ha infatti cosparso di alcool il corpo dell’anziano e poi gli ha dato fuoco.

Le prime ricostruzioni avrebbero confermato che il delitto è avvenuto all’interno dell’abitazione di Antonio Leo, in particolare nel bagno. Il cadavere, quasi interamente bruciato, è stato trovato dal figlio della vittima, un uomo di mezza età titolare di un’agenzia immobiliare che ha sede nella stessa palazzina dove è stato trovato il corpo bruciato.

Nessun segno particolare è visibile all’esterno dell’edificio: tutto quanto sembra essersi svolto in un’unica stanza, in brevissimo tempo, senza che la vittima avesse possibilità di scampo.

E proprio il figlio di Antonio Leo è stato condotto dai carabinieri in caserma per un lungo interrogatorio, i cui contenuti non sono ancora stati resi noti. Al momento non risulta essere stato effettuato alcun fermo così come nulla è trapelato sui motivi di un omicidio così efferato.

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Cronaca Nera

Indagini condotte dai carabinieri di Casarano e di Lecce

Sul posto sono intervenuti i carabinieri del Nucleo investigativo di Lecce e del Nucleo operativo radiomobile di Lecce, oltre alla Sezione investigazioni scientifiche che si occupa di tutti i rilievi. Il pubblico ministero incaricato è Luigi Mastroniani, mentre il medico legale è Alberto Tortorella.

Località teatro di faide di mafia

Il paese di Collepasso, una località salentina che conta meno di seimila abitanti in tutto il territorio comunale, non è purtroppo nuovo alle pagine di Cronaca Nera.

Già negli anni '80 in questa località si erano registrati delitti di natura mafiosa, culminati negli anni compresi tra il 1998 e il 2000 quando si sono verificati molti agguati dovuti a faide interne alla criminalità organizzata. Diversi anche i cosiddetti "arresti eccellenti": all'inizio degli anni '90 proprio a Collepasso venne arrestato l'allora latitante numero 1 della Sacra Corona Unita, Cosimo Buccarella.

Negli anni successivi, prima il proprietario dell'abitazione dove si nascondeva Buccarella, Cosimo Toma, poi due suoi figli erano caduti vittime di regolamenti di conti. La morte di Cosimo Toma e del figlio Fabrizio fece particolare scalpore: i due furono infatti assassinati lungo la strada che da Collepasso porta a Casarano, mentre ritornavano a casa da un ospedale dove si erano recati per far curare le ferite riportate da Fabrizio Toma in un agguato cui era sfuggito poco prima.

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