Dopo ore di interrogatorio, uno dei due ragazzi americani riconosciuti dalle telecamere di videosorveglianza ha confessato. I 19enni avrebbero rubato il borsello a un pusher che aveva venduto loro dell'aspirina tritata al posto della cocaina. All'appuntamento con lo spacciatore per la restituzione di quanto rubato in cambio di 100 euro, i ragazzi si sono ritrovati davanti i due carabinieri in borghese. A quel punto è successa la tragedia.

L'interrogatorio di ieri sera ha definito la dinamica dell'assassinio

Dopo ore di torchio in commissariato, uno dei due dicianovenni americani ha confessato la sua responsabilità: "Sono stato io ad accoltellarlo".

Quando sono stati prelevati dai carabinieri, i due si trovavano in un albergo a quattro stelle, al centro della Capitale. Nel corso dell'interrogatorio hanno cominciato dopo poco tempo a fare delle ammissioni parziali che hanno lasciato intendere che i due ragazzi avessero a che vedere con quanto successo. In un primo momento si è pensato che fossero finite vittime di qualche giro di droga. Poi, verso le 22:00 di ieri sera, 26 luglio, uno dei due ha parlato chiarendo la dinamica dei fatti.

I due diciannovenni (probabilmente in vacanza a Trastevere), cercavano della cocaina, ma sono stati truffati da uno spacciatore che aveva consegnato loro dell'aspirina tritata. A quel punto i ragazzi hanno deciso di vendicarsi rubando il borsello del pusher dopo un'accesa discussione.

Lo spacciatore, che nella borsa, oltre al denaro, aveva anche il cellulare, ha deciso di telefonare e chiedere ciò che era suo.

La telefonata è durata pochi secondi, il tempo di minacciarli per riavere il suo borsello: i ragazzi hanno risposto che pretendevano la cocaina. Si sono dati appuntamento a pochi metri da piazza Cavour, sotto l'albergo dove i due alloggiavano.

Lo spacciatore, prima di recarsi all'appuntamento ha chiamato i carabinieri, omettendo la storia della droga e dicendo che gli avevano rubato la borsa chiedendo in cambio 100 euro.

All'incontro con lo spacciatore si sono presentati i carabinieri: la confessione del biondo

All'appuntamento con gli americani si sono recati i due carabinieri in borghese, che appena si sono qualificati chiedendo i documenti, hanno visto i ragazzi aggredirli.

Uno di loro ha estratto un coltello ed ha colpito più volte il vicebrigadiere Mario Cerciello Rega che è caduto poco dopo in una pozza di sangue. L'altro collega, Andrea Varriale ha subito lanciato l'allarme ed è stato interrogato. Il militare ha fornito una descrizione dettagliata dei due ragazzi e con le telecamere di sorveglianza sono stati individuati senza difficoltà.

Dopo poco più di un'ora di interrogatorio, il biondo, Elder Lee ha confessato di aver ucciso il carabiniere. Il suo complice, Natale Hjorth, ha dichiarato di essere ignaro che l'amico avesse preso un coltello. I due indagati devono ancora chiarire alcuni punti. In particolare, sull'occultamento dell'arma hanno dato delle versioni discordanti.

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