Oggi, mercoledì 17 luglio, l'Italia piange Andrea Camilleri, lo scrittore che ha dato vita al Commissario Montalbano. Era stato ricoverato a Roma nell'ospedale Santo Spirito dopo un ricovero per un improvviso infarto. Un uomo di grande spessore che a 93 anni decise di non smettere di emozionare le altre persone con le sue storie e con i suoi spettacoli teatrali, anche se gli occhi l'avevano già abbandonato da diversi anni.

Andrea Camilleri: una vita dedicata all'arte e alla scrittura

Correva l'anno 1994 quando Sellerio pubblicò "La forma dell'acqua", primo romanzo della serie focalizzata sulle indagini de Il Commissario Montalbano.

Poi Camilleri fece uscire altri trenta romanzi di questa appassionante serie, nei quali raccontò le vicende dell'amato commissario come se fosse un personaggio reale, quasi una sua ombra. Presente nelle posizioni fisse dei piani alti delle classifiche letterarie, deve il suo nome allo scrittore Manuel Vazquez Montalban che fu un grande amico di Camilleri e la sua lunga vita a Elvira Sellerio: avrebbe dovuto concludere la sua carriera con il secondo libro, "Il cane di terracotta", ma la curatrice chiamò nuovamente lo scrittore per domandagli quando sarebbe giunto il terzo romanzo.

"Mai" fu la risposta dello scrittore e così la Sellerio gli mostrò il bilancio delle vendite. Per fortuna per i lettori, l'editrice ne uscì trionfatrice e Camilleri continuò a coltivare il suo amore viscerale per la scrittura e per i gialli.

Però, iniziò a stupire i lettori introducendo il G8 di Genova, la corruzione sugli appalti politici, l'immigrazione e molto altro ancora. Poche meschinità umane rimasero fuori dalle indagini di Montalbano così come un romanzo dopo l'altro fino a "Il cuoco dell'Alcyon", pubblicato il 30 maggio, giunse la comune paura d'invecchiare.

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Però quando Camilleri parlava della sua vecchiaia, pur non avendo più la ludicidità di un tempo, non si lasciava mai abbattere dalle paranoie e dai rimpianti. Appariva una persona soddisfatta, con la voce resa roca dalle sue amatissime sigarette fumate e con la sua "presbiopia della memoria". Infatti, lo scrittore diceva che con la vecchiaia i ricordi d'infanzia gli "caddero addosso". Aveva un nitido ricordo della grande abitazione dei suoi nonni a Porto Empedocle, della solitudine di un bambino che dava vita ad un talento da raccontastorie, che lo rese celebre da adulto.

L'ultima intervista di Camilleri: 'Abbiamo perduto i valori'

Non possiamo dimenticare l'ultima intervista che Andrea Camilleri aveva rilasciato a Fabio Fazio per discutere del suo show teatrale "Conversazione su Tiresia", scagliandosi contro la violenza e l'astio per la "diversità". "Ora è una fortuna essere ciechi. Non vedere volti che seminano astio, che seminano vento e che raccoglieranno tempesta. Le parole possono divenire pallottole, occorre fermare questo vento dell'odio atroce. Perché l'altro è diverso da me?

L'altro non è altro che me stesso allo specchio. Abbiamo perduto i valori" dichiarò lo scrittore nella puntata dell'ottobre 2018 di Che tempo che fa.

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