Si è dichiarata 'innocente ed estranea a qualunque fatto che abbia provocato l'incendio e la morte di Jennifer' la 37enne bulgara accusata di aver provocato l'8 gennaio scorso l'incendio della sua casa di Servigliano (Fermo), durante il quale è morta la figlia di 6 anni. Lo ha fatto ieri nell'interrogatorio di garanzia davanti al Gip del Tribunale di Fermo, Cesare Marziali. Pavlina Mitkova è accusata di incendio doloso e di morte per causa di altro reato. All'udienza di convalida dell'arresto era presente anche il compagno della donna, il kosovaro 41enne Ali Krasniqi che quella tragica notte era fuori a cena con degli amici.

La bulgara non ha risposto alle domande del Gip, ma ha reso dichiarazioni spontanee per affermare la sua innocenza. Secondo i suoi legali, la donna è estranea ai fatti che le vengono contestati: non avrebbe causato il rogo o il decesso della figlia maggiore.

I risultati dell'autopsia decisivi per stabilire le cause del decesso

I risultati dell'autopsia sulla salma della bimba aiuteranno a comprendere meglio cosa sia successo davvero nella notte dell'8 gennaio. Se infatti la piccola è deceduta alcune ore prima del rogo, come alcune fonti locali sostengono, l'ipotesi avanzata dagli investigatori circa le responsabilità della madre nel provocare l'incendio proprio per coprire il già avvenuto decesso, troverebbe un suo fondamento concreto.

E tale ipotesi è emersa solo dopo l'interrogatorio al quale i carabinieri hanno sottoposto la bulgara due giorni fa. Ma l'esito degli esami sul corpicino della bimba non arriverà prima di un mese. Solo allora si potrà stabilire se sia deceduta per le esalazioni prodotte dai fumi o invece molto prima per cause incidentali o violente. Di certo sua madre non ha avuto problemi nel salvare la sorellina più piccola di 4 anni che era in casa e non ha riportato ferite.

E tutto questo ha fatto molto riflettere gli investigatori che, probabilmente, svolgeranno altri accertamenti sul caso. Anche se non sarà facile stabilire la verità dei fatti prima del responso del medico legale, la dottoressa Alessia Romanelli.

Il padre della vittima forse parte civile nel processo

Ieri, comunque, al termine dell'udienza di convalida il Gip ha deciso di confermare la custodia cautelare per la Mitkova.

Anche il suo compagno Ali Krasniqi, padre della vittima, era presente al Tribunale di Fermo. Non ha rilasciato dichiarazioni ma tutti hanno notato come fosse molto provato per la tragedia che ha distrutto la sua famiglia. Insieme al suo legale, l'avvocato Maria Cristina Ascenzo deve ancora decidere se costituirsi parte civile nel procedimento. Intanto la figlia più piccola della coppia di stranieri è stata affidata ad una struttura protetta.

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