A causa dell'emergenza del Coronavirus, l'epidemia con conseguente psicosi che sta colpendo l'Italia in queste settimane, si stanno registrando rivolte dei detenuti nei carceri di tutta la Penisola. Ben ventisette le case circondariali che attualmente sono in stato di sommossa. La situazione ha causato anche un'evasione di massa dal penitenziario di Foggia, in Puglia. Al 'San Vittore' di Milano i carcerati sono saliti sui tetti delle strutture per protestare con urla e insulti, chiedendo a gran voce la libertà attraverso le misure dell'amnistia e dell'indulto, lamentando il timore di un possibile contagio del virus Covid-2019.

Caos e rivolta nel carcere di Foggia

Disordini e ed episodi di violenza e insurrezione un po' nelle carceri dell'intero Paese con i detenuti che protestano anche per le misure di prevenzione messe in atto dal Governo per contenere l'epidemia da coronavirus e che comprendono, tra gli altri provvedimenti, anche diverse restrizioni nelle modalità e nel numero dei colloqui in carcere tra i detenuti e i loro parenti. La situazione più grave e seria si è verificata nella mattinata odierna, lunedì 9 marzo 2020, presso la casa circondariale penitenziaria di Foggia. Molti detenuti, infatti, approfittando del clima di disordine e sommossa generale, hanno tentato la fuga: alcuni sono stati bloccati dalle forze dell'ordine poco dopo l'evasione a non molta distanza dal penitenziario, altri, invece, sono riusciti ad evadere, facendo perdere le proprie tracce nei quartieri limitrofi e dandosi alla fuga attraverso automobili rubate, rapinate ad un meccanico nella propria officina della zona 'Villaggio Artigiani', dove sorge la casa circondariale foggiana.

I detenuti: "Abbiamo paura del virus, ci trattano da animali"

Quattro dei fuggitivi, però, sono stati bloccati dagli agenti della polizia lungo la tangenziale che porta a Bari: la loro autovettura è stata individuata e immediatamente fermata grazie al numero di targa. Molti esercizi commerciali dell'area hanno deciso di rimanere temporaneamente chiusi per motivi di sicurezza.

A quanto apprendiamo da alcuni comunicati e documenti stampa diffusi dai sindacati della polizia penitenziaria, il carcere di Foggia è diventato un vero e proprio luogo anarchico, finendo completamente nelle mani dei rivoltosi che hanno infranto i vetri delle finestre e letteralmente divelto una cancellata della block-house, la zona che li divide dalla strada.

All’ingresso della casa penitenziaria è anche stato appiccato un incendio. I detenuti hanno urlato: “Non possiamo vivere così con il rischio del Corinavirus. Viviamo l’inferno, ci trattano come animali”, denunciando il sovraffollamento delle celle e il fatto che gli agenti di polizia penitenziaria non vogliano lavorare per paura del virus, lasciando i carcerati chiusi dentro le sbarre per tutto il giorno, senza concedere loro l'ora d'aria. Attualmente, nella casa circondariale foggiana sono detenute ben 608 persone, quando la capienza massima sarebbe di non oltre 365 carcerati.

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