Aveva solo 43 anni Jessica Barcella, l'ennesima giovane vittima causata dal coronavirus. La donna, della città di Pedrengo (Bergamo), aveva accusato i primi sintomi influenzali gli ultimi giorni di febbraio, ma la situazione è peggiorata nella giornata del 10 marzo, quando il figlio tredicenne non è più riuscito a svegliarla. Nonostante il ricovero e le cure del caso, purtroppo non c'è stato nulla da fare. La donna lascia il marito e due figli di 13 e 16 anni.

Jessica perde la vita a causa del coronavirus

È avvenuto il 10 marzo il drastico peggioramento di Jessica Barcella, deceduta di Coronavirus a soli 43 anni. Proprio in quella giornata il figlio di 13 anni, Samuel, si era recato nella camera da letto della madre per svegliarla, ma nonostante i richiami Jessica non si è destata. L'adolescente, allarmato, ha chiamato suo padre Luigi, ma anche i genitori e la sorella di lei, che abitano dall'altra parte della strada, sono accorsi in aiuto. La donna è stata trasporta subito in ospedale.

Tutto è iniziato il 29 febbraio scorso, quando Jessica aveva iniziato ad avvertire i primi sintomi dell'influenza, come la febbre. Presi i dovuti medicinali, la situazione sembrava proseguire per il meglio, ma il 2 marzo c'è stato un notevole peggioramento: la donna ha infatti iniziato ad avvertire dei forti dolori al torace. Il giorno seguente si è recata presso l'ospedale di Seriate per effettuare una radiografia che ha diagnosticato una polmonite con versamento pleurico sinistro.

Il ricovero in ospedale

Vista la polmonite diagnosticata, le è stato prescritto un antibiotico, che migliora le sue condizioni di salute, ma il 7 marzo torna nuovamente la febbre e il medico di base la invita, in caso di peggioramento, a chiamare il 112. La mattina del 10 marzo, però, la 43enne non si è svegliata. Per via precauzionale, già da sette giorni, dormiva da sola. Sul posto è giunta subito l'ambulanza, ma il quadro clinico era abbastanza grave.

Trasferita presso il nosocomio Papa Giovanni XXIII di Bergamo, dopo vari controlli, l'è stata diagnosticata una polmonite diversa dalla precedente. Immediata è scattata allora l'effettuazione del consueto tampone da coronavirus che è risultato positivo. La donna è stata ricoverata e dopo un leggero miglioramento la situazione è peggiorata drasticamente, fino a quando nella giornata di giovedì 19 marzo il cuore di Jessica ha smesso di battere.

La 43enne, della città di Pedrengo, lascia un marito e due figli di 13 e 16 anni. La sorella Iris, sulle pagine de L'Eco di Bergamo, ha raccontato che la sorella era in salute e non soffriva di patologie pregresse: "Non fumava, non beveva, era anche salutista nel mangiare".

Iris lavorava insieme alla sorella presso uno studio legale: "Era la mia collega e anche la mia migliore amica".

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