Dopo due settimane di "rodaggio", l'Italia sta per entrare nel vivo della Fase 2, ovvero quella di convivenza con il nuovo Coronavirus. Anche la Puglia, e quindi la città di Brindisi, sono pronte a ricominciare dopo che la maggior parte delle attività commerciali, incluse quelle ristorative, è rimasta chiusa per due mesi. Alcuni imprenditori, così come consentito dal Dpcm del 26 aprile 2020, hanno cominciato ad effettuare consegne a domicilio in queste settimane. Ma tra 5 giorni molti di loro potranno accogliere nuovamente i clienti nei propri locali, sempre nel rispetto delle misure di prevenzione e di distanziamento sociale.

La ripartenza, almeno così dovrebbe essere, avverrà tenendo conto dei differenti quadri epidemiologici nelle diverse regioni dello Stivale. Oltre ai ristoranti il 18 maggio dovrebbero riaprire i battenti anche parrucchieri e centri estetici. Tutte queste attività dovranno prevedere un sistema di prenotazioni.

Si riparte con la paura del contagio

I giornalisti del Quotidiano di Puglia hanno provato ad intervistare alcuni esercenti. Molti di loro, come Davide Mauro, titolare di un pub nel centro storico, si dicono fiduciosi. Secondo l'uomo per adesso non ci si può illudere di nulla, "ma abbiamo la responsabilità di inventarci qualcosa per rimettere in moto la macchina". Mauro si dice molto fiducioso nelle regole che impartirà il Governo.

Il titolare del pub è pronto anche a modificare i suoi orari di lavoro se fosse necessario per la sicurezza. "Abbiamo sempre fatto del nostro meglio dalle 19 alle 2" - così dice Mauro ai colleghi giornalisti pugliesi. I titolari delle attività ristorative brindisine si sono riuniti in una chat WhatsApp in modo da parlare e discutere tra di loro su quali misure sia meglio attuare, sempre nel rispetto delle regole impartite dalla cabina di regia di Palazzo Chigi.

Francesco Puce, titolare di un cocktail-bar, informa i cittadini che a breve si programmeranno numerose riunioni con gli altri negozianti, in quanto c'è la volontà di gestire anche i problemi che si incontreranno strada facendo. Molto probabilmente anche per entrare in un'attività come la sua, o nelle birrerie, ci sarà bisogno di prenotare in anticipo per trovare il posto.

I negozi di abbigliamento

Anche chi è titolare di un negozio di abbigliamento dovrà adeguarsi a quello che si prospetta come un cambiamento epocale, non solo per Brindisi, ma per tutto il nostro Paese. Simona De Nunzio, titolare della boutique "Corso 39", informa di aver appena terminato la sanificazione dei locali, ma ancora si attendono disposizioni precise soprattutto sui comportamenti che la gente dovrà avere nel negozio. De Nunzio si chiede se i capi di abbigliamento provati dai clienti dovranno essere sanificati ogni volta, e se questo potrebbe comportare il deterioramento dei tessuti. Ma anche in questo caso poter ripartire sarà fondamentale per chi, per due lunghi mesi, ha dovuto fare a meno del suo lavoro.

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