La fase 2 dei commercianti deve fare i conti con la crisi economica. Per far fronte agli esborsi imposti dai protocolli di sicurezza del Dpcm del 16 maggio, molti parrucchieri hanno aumentato le tariffe e i prezzi applicati alla clientela, con aumenti medi del 25% per il taglio dei capelli o la messa in piega. Secondo la denuncia del Codacons, riportata dal 'Sole 24 ore', si sta diffondendo soprattutto nei negozi di parrucchieri e nei centri estetici l'applicazione di una nuova voce di spesa negli scontrini. Si tratta della cosiddetta "tassa Covid", che va dai 2 ai 4 euro ed è applicata per la sanificazione dei locali.

La 'tassa Covid' sullo scontrino

Con l'avvio della fase 2, il Codacons denuncia l'introduzione negli scontrini di una nuova voce, ribattezzata "tassa Covid", che viene giustificata sul documento a volte come "contributo Covid", altre volte come "Covid presidi" o simili. La nuova tassa sembrerebbe essere richiesta per recuperare le spese di sanificazione e messa in sicurezza dei locali, che vanno dall'acquisto dei prodotti igienizzanti ai dispositivi di protezione per il personale. Come testimoniano gli scontrini di un negozio di parrucchiere e di un centro estetico pubblicati dal 'Sole 24 ore', la tassa va dai 2 ai 4 euro. Anche l'Unione nazionale consumatori denuncia la prassi del nuovo contributo, annunciando che la tassa è applicata da parrucchieri, estetisti e anche dentisti per la sanificazione dei locali.

Come spiegato dal presidente Massimiliano Dona, che nutre forti dubbi sulla legittimità della pratica, si tratta di una tassa scorretta anche dal punto di vista fiscale, visto che il consumatore è costretto a pagare non solo il servizio, ma anche un contributo per le spese sostenute dall'esercente.

L'allarme del Codacons sull'incremento dei prezzi

Oltre alla denuncia del "contributo Covid", il Codacons lancia l'allarme anche sul rincaro dei prezzi applicati alla clientela, soprattutto da parte dei negozi di parrucchieri. Secondo le stime dell'associazione il prezzo dei tagli nelle grandi città è salito da 20 a 25 euro, con un incremento del 25 % che in alcuni casi sale addirittura al 66 %.

Relativamente all'attività dei centri estetici, poi, il Codacons denuncia alcune segnalazioni relative a estetisti che, per contenere il contagio da Covid, avrebbero introdotto kit obbligatori al costo di 10 euro a carico dei clienti. Sembrano rientrate, invece, le segnalazioni relative al rincaro dei prezzi nei bar che, all'avvio della fase 2, avevano denunciato la vendita di caffè espresso da 1,30 a 2 euro a Milano (con un incremento del 53,8%) e da 1,10 a 1,50 a Roma (con un incremento del 36,3%).

Regole stringenti per parrucchieri ed estetisti

Le linee guida per la riapertura delle attività commerciali, contenute nell'ultimo Dpcm, hanno dettato regole stringenti per i servizi alla persona (parrucchieri ed estetisti).

È previsto l'obbligo di lavorare solo su prenotazione, mantenendo l'elenco delle presenze per un periodo di 14 giorni, e garantire il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro sia tra le postazioni che tra i clienti. Può essere sempre rilevata la temperatura corporea e impedito l'accesso in caso di temperatura superiore a 37,5°. Tutti gli operatori e i clienti devono indossare la mascherina a protezione delle vie aeree. Gli estetisti, poi, devono obbligatoriamente indossare la visiera protettiva e la mascherina, di tipo FFP2, senza valvola.

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