Ciro Migliore, il compagno 22enne di Maria Paola Gaglione speronata e uccisa dal fratello mentre era sullo scooter, ha parlato in un'intervista al Corriere della Sera pubblicata oggi, del loro rapporto. Il ragazzo ha raccontato che la famiglia ostacolava la loro relazione, in quanto sosteneva che fossero "due femmine". Ma Ciro ha detto di non sentirsi una donna: "Avevo 15 anni quando ho capito di essere un uomo e mi sentivo un uomo. E Maria Paola mi ha sempre amato come uomo".

Ciro ha dichiarato di essere innamorato di Maria Paola

Il 22enne ha spiegato di aver conosciuto la sua compagna nel 2017 nella villa di Caivano, un luogo "di incontri, di approcci, di libertà".

Il mese scorso i due sono andati a convivere, ma non a Caivano, bensì ad Acerra, in quanto si volevano allontanare dalla famiglia di lei che li aveva "sempre ostacolati". Sulla base di quanto affermato da Ciro Migliore, i familiari della sua fidanzata dicevano in giro che lui l'aveva "infettata". E ora il ragazzo si domanda: "Ma come si può pensare una cosa così?". Ciro è afflitto dal dolore e ha detto di non riuscire a pensare più a nulla, neanche al futuro senza la sua fidanzata. Avrebbe voluto esserci lui al suo posto, perché Maria Paola era la donna della sua vita e ha sottolineato che la loro relazione andava avanti da tre anni, non da mesi: "Noi davvero ci amavamo".

La madre del 22enne aveva accettato il rapporto del figlio con una donna

La mamma di Ciro è con lui nell'ospedale in cui è ricoverato da un paio di giorni, poiché è rimasto ferito ma non gravemente, dall'incidente. Si chiama Rosa Buonadonna, di professione fa la venditrice ambulante nel Parco Verde e ha cresciuto il suo unico figlio da sola.

Durante l'intervista, quando gli è stato chiesto di sua madre, Ciro si è girato verso di lei e per un attimo ha sorriso. "I figli vanno accettati per come sono" ha asserito Rosa Buonadonna, la quale sostiene di non essere mai stata contro suo figlio. Inizialmente ha specificato di non aver accettato la situazione, perché non ci riusciva.

"Ma poi ho capito", ha aggiunto, affermando che le vere tragedie sono le malattie, non questo genere di cose.

"Io sto dalla sua parte", ha chiosato la madre di Ciro, che insieme a lui ha affrontato le conseguenze della sua scelta. I due hanno infatti raccontato di essere stati minacciati dalla famiglia di Maria Paola: il padre, il fratello e altri parenti (cinque in tutto) si sarebbero recati a casa loro per dirgli che se suo figlio non avesse lasciato la ragazza le avrebbero bruciato la bancarella. Ma Rosa Buonadonna avrebbe deciso di non sporgere denuncia contro di loro. Ora Ciro vuole solo giustizia: "Ma per lei, non per me".

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