Questa notte, 24 ottobre 2020, la manifestazione organizzata da centinaia di cittadini napoletani per protestare contro il coprifuoco imposto dal governatore della regione Vincenzo De Luca e più in generale contro un nuovo imminente lockdown si è trasformata in una violenta guerriglia contro le forze dell'ordine. A dare origine a questi violenti scontri pare siano state le organizzazioni camorristiche e diversi gruppi di ultras (è quanto emerge dalle prime ricostruzioni ancora ovviamente del tutto parziali, riprese fra gli altri anche da Fanpage.it). Gli scontri più violenti sono avvenuti nei pressi di Palazzo Santa Lucia, con petardi e cariche fatte esplodere contro gli agenti scesi in strada per placare la protesta.

Il corteo, in un primo momento, ha attraversato le strade della città in maniera pacifica, ma poi la violenza ha preso il sopravvento.

Alcuni incappucciati si sono inseriti nella protesta

Il corteo organizzato dai cittadini napoletani e da tutti coloro che chiedevano a gran voce l'eliminazione del coprifuoco imposto dal governatore campano, ha sfilato lungo le strade della città, dal centro storico al lungomare fino ad arrivare a palazzo Santa Lucia. La manifestazione in un primo momento si è svolta in maniera pacifica, ma una volta giunti nei pressi di Palazzo Santa Lucia si è trasformata in una vera e propria guerra contro le forze dell'ordine. I giornalisti sono stati praticamente cacciati mentre gli agenti sono stati aggrediti con lanci di petardi e transenne volanti.

Un militare è stato accerchiato e brutalmente aggredito. Secondo alcune indiscrezioni pare sia rimasto gravemente ferito. A causare tutto ciò e a trasformare la pacifica protesta in una vera e propria guerriglia pare siano stati degli individui incappucciati che si sono inseriti tra i pacifici generando il panico.

Respinto l'intervento dei vigili del fuoco

La protesta è andata avanti per molto tempo, alle 00:30 molte persone hanno cominciato ad allontanarsi ma sotto la sede della regione Campania alcuni si sono trattenuti più a lungo. Uomini giunti lì con il chiaro scopo di attaccare le Autorità, utilizzando l'alibi di una protesta pacifista per scatenare panico e violenza contro gli agenti colti di sorpresa e del tutto impreparati a dover affrontare l'odio dei clan e degli ultras.

Tra le strade adiacenti, via Santa Lucia e via Orsini, sono stati rovesciati i cassonetti della nettezza urbana ed incendiati i rifiuti. I manifestanti hanno anche bloccato l'intervento dei vigili del fuoco, intervenuti sul posto per domare le fiamme. Tutti i manifestanti si erano dati appuntamento in strada, attraverso una sorta di passaparola avvenuto tramite social, per protestare contro le ultime decisioni prese dal governatore campano per cercare di contenere il più possibile la diffusione del Covid-19. Le manifestazioni organizzate erano due, una davanti l'università l'Orientale e l'altra attraverso altre vie della città partenopea. Nella prima erano presenti anche intere famiglie con bambini.

La maggioranza dei manifestanti era composta da giovani che, seppur muniti di mascherina, non hanno rispettato le norme del distanziamento sociale.

Le fasi della guerriglia

Poche ore prima di prendere parte alla manifestazione pacifica organizzata dai commercianti, messi in ginocchio a causa delle varie restrizioni imposte dalla regione, tra i vicoli di Napoli i clan e gli ultras avrebbero messo a punto un vero e proprio piano per attaccare le Autorità. Il risultato è stato quello di scatenare una violenta guerriglia ai danni delle forze dell'ordine ad opera di uomini che arrivavano su frotte di motorini di grossa cilindrata. Dalle numerose immagini diffuse in rete si evince chiaramente che le forze dell'ordine sono state aggredite volutamente.

Questi soggetti hanno approfittato del caos per inveire contro i carabinieri che hanno cercato di difendersi con il lancio di fumogeni. Molti sono già noti alle forze dell'ordine a causa dei precedenti penali. Una camionetta dei carabinieri è stata assaltata con i militari ancora all'interno. Sono state distrutte anche le volanti della polizia di stato. Secondo il questore di Napoli, Antonio Giuliano, sono stati inscenati dei veri e propri atti criminali nei confronti delle forze dell'ordine: 'Tutta questa violenza non può essere giustificata'.

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