Alberto Genovese, classe 1977, si trova ormai da qualche mese al carcere di San Vittore, dopo essere finito nell'occhio del ciclone lo scorso novembre. Accusato di aver stuprato per oltre 20 ore una giovane ragazza ospite in una delle sue feste, oggi l'imprenditore chiede di poter essere scarcerato, con la volontà di disintossicarsi in una struttura qualificata. Negli scorsi mesi, gli inquirenti, dopo il suo arresto, avevano scoperto un sotto-mondo nella Milano per bene. Nella sua Terrazza Sentimento, un attico lussuoso situato proprio in centro città, Alberto Genovese soleva organizzare delle feste sfarzose, al limite dell'eccesso, fatte di droghe, dj da ogni parte del mondo e personaggi più o meno famosi.

La vicenda fece così tanto scalpore perché una di queste feste senza freni si trasformò in una vera e propria tragedia per una giovane modella di appena 18 anni: la ragazza, infatti, secondo le accuse, venne stordita con un mix di droghe e poi violentata per moltissime ore proprio dall'imprenditore milanese, riuscendo a fuggire dall'attico solo la sera dopo. Da qui la vicenda si complicò ulteriormente, facendo emergere dettagli sempre più inquietanti sulla vita e le abitudini di Genovese.

Il rapporto dell'imprenditore con le sostanze stupefacenti

Dopo mesi di silenzio, intervallati solo da alcune ospitate in programmi tv fatte dall'amico nonché collaboratore di fiducia Daniele Leali, Genovese, tramite i suoi legali, deposita questa istanza sul tavolo dei pm milanesi.

In effetti, dal quadro a tinte fosche che era emerso, Genovese risultava essere un consumatore abituale, quasi ossessivo, di sostanze stupefacenti e, tramite la ricostruzione degli inquirenti, anche quella maledetta sera risultava essere in preda ai fumi della droga. Le sostanze, all'interno della vita del 're delle startup', da ormai diversi anni costituivano una parte molto importante, tant'è che nei mesi successivi all'arresto di Alberto Genovese, molte altre ragazze ospiti non solo di Terrazza Sentimento, ma di una nota villa nelle Isole Canarie, erano concordi nel ritenere che quella dell'imprenditore fosse proprio una dipendenza.

Parlano di "cocaina rosa", una sostanza sintetica con effetti psichedelici che non mancava mai nelle notti di Terrazza Sentimento. Negli ultimi tempi numerosi programmi televisivi hanno seguito con particolare attenzione la vicenda dell'imprenditore, intervistando alcune ragazze che sarebbero state ospiti di Genovese proprio nel suo attico in centro a Milano.

Tutte hanno avuto modo di notare questi enormi piatti di droga che giravano tra gli invitati: secondo loro la offriva lui.

La parabola discendente dell'imprenditore

Alberto Genovese, che prima di questo triste epilogo viveva una vita fatta di lusso, lavoro instancabile ed eccesso, adesso si trova a fare i conti in carcere con ciò che era diventato dopo la scalata al successo. Sempre circondato dagli amici fedeli, si mostrava prima rilassato su una spiaggia alle Canarie, poi divertito in una delle tante discoteche extralusso dislocate in tutto il mondo. Dopo quella fatidica notte, invece, non gli è rimasto più nulla. Alcune aziende che in passato hanno collaborato con lui si sono dissociate categoricamente dalla sua persona, così come hanno fatto molti esponenti dello show-business, amici, conoscenti e ospiti delle sue serate.

Benché si sia macchiato di un reato così efferato, la necessità di un aiuto e di un sostegno psicologico, da ciò che emerso dalle indagini, appare quantomeno necessaria. Sarà il gip a dare l'ultima parola.

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