Dopo la confessione della madre di Elena Del Pozzo, la bambina di nemmeno cinque anni uccisa nei dintorni di Catania lunedì pomeriggio, resta ancora un punto oscuro nella vicenda. Infatti gli inquirenti si chiedono cosa abbia spinto la 24enne ad accoltellare la figlia e a nasconderne il corpo in un campo dietro casa, per poi simulare un sequestro di persona da parte di tre individui armati di pistola. Infatti la donna aveva raccontato a tutti di essere stata fermata dai malviventi mentre era in auto con Elena, all’uscita dall’asilo, in zona di campagna a Piano di Tremestieri, lungo la strada tra Mascalucia e San Giovanni La Punta.
Dopo aver ammesso le proprie responsabilità durante l’interrogatorio, avrebbe spiegato di non ricordare cosa le fosse passato per la mente in quei tragici momenti, aggiungendo di non essere stata in sé quando ha colpito almeno tre volte alle spalle la bimba. Tuttavia per la procura di Catania si tratterebbe di un delitto premeditato e non di un raptus: ora gli inquirenti vogliono capire se la 24enne abbia agito per compiere un’assurda vendetta nei confronti dell’ex marito, come sembrerebbe emergere dalle indagini.
Le ipotesi sul delitto di Elena
Gli investigatori hanno ricostruito le vicende personali della madre di Elena: la 24enne aveva lascato il marito, dopo aver iniziato a frequentarsi con un altro ragazzo.
Quindi il coniuge, 25 anni, era andato a vivere per un periodo con i suoceri e poi era emigrato in Germania, dove aveva conosciuto una giovane, con cui si era fidanzato. Chi indaga ritiene che alla base del delitto della bambina possa esserci proprio il legame che si stava instaurando tra la piccola e la nuova compagna del padre.
Infatti la responsabile dell’infanticidio non avrebbe accettato che la figlia si stesse affezionando a quella figura femminile, che era improvvisamente entrata nelle loro vite. Alla gelosia si sarebbero aggiunti anche i rapporti tesi con la famiglia del marito, come sta emergendo dalle testimonianze. Per esempio la cognata della 24enne ha parlato di un presunto odio e invidia mostrati negli ultimi tempi dalla donna verso di lei e di sua madre.
La ricostruzione del delitto della piccola Elena
Per gli inquirenti la scintilla di questo episodio di cronaca nera sarebbe da ricercarsi nella felicità che la piccola Elena mostrava nel frequentare il padre e la donna che sarebbe potuta diventare la sua matrigna. La bambina ha trascorso la sua ultima sera a casa dei nonni paterni, dove ha dormito; la mattina dopo la zia l’ha accompagnata all’asilo. Secondo le ultime ricostruzioni, la madre sarebbe andata a riprenderla alle 13:30: le due sono tornate a casa a Mascalucia. Dopo essere uscita per pochi minuti con l’auto una seconda volta, probabilmente per creare un diversivo, verso le 14:30 la 24enne avrebbe preso un coltello e si sarebbe recata con la figlia nel campo dietro casa, dove avrebbe colpito ripetutamente la bambina alle spalle con l’arma, che non è stata rinvenuta.
Quindi la donna ha telefonato ai parenti per raccontare la storia del rapimento. Infine si è recata con i genitori dai carabinieri per denunciare il sequestro di Elena, alludendo ad alcune minacce ricevute in passato dal marito.
La madre di Elena avrebbe voluto colpire l’ex compagno, che si stava rifacendo un’altra vita
Resta il dubbio sul movente del delitto: alcuni esperti hanno commentato la vicenda, parlando di “complesso di Medea”: hanno spiegato che la madre potrebbe aver ucciso Elena con il solo obiettivo di arrecare sofferenza all’ex compagno. Insomma la piccola sarebbe stata ammazzata per colpire il padre, che si stava rifacendo una vita con un’altra donna. In molti hanno sottolineato anche come, secondo le testimonianze dei familiari, ci fosse una certa abitudine al maltrattamento da parte della 24enne nei confronti della figlia.