Con il passare delle ore diventa sempre più improbabile l’ipotesi che A. P. possa essersi tolta la vita volontariamente, come si era inizialmente pensato: molto probabilmente infatti la 31enne è stata uccisa da qualcuno.

La donna era scomparsa nel nulla giovedì 18 maggio, dopo essere uscita dalla casa di riposo in cui lavorava, ed era stata ritrovata nel pomeriggio di domenica 21 lungo il fiume Piave a Spresiano, comune in provincia di Treviso. Infatti, l’autopsia effettuata nelle scorse ore ha consentito di escludere l’ipotesi di un gesto estremo della donna, come ha confermato lo stesso pm che segue il caso.

Quindi la procura di Treviso ha aperto un fascicolo contro ignoti con l’accusa di omicidio.

La donna uccisa è scomparsa giovedì 18 maggio dopo il turno di lavoro in una casa di riposo

A lanciare per primo l’allarme per la scomparsa della 31enne era stato l’attuale compagno della vittima, allarmato perché non era tornata a casa dal lavoro nella cucina di una casa di riposo della zona: la donna non aveva nemmeno risposto alle numerose telefonate di chi la cercava. Il convivente e i figli avuti da una precedente relazione della donna l’avevano attesa invano: visto che la 31enne non rincasava e risultava irreperibile, l’uomo era andato alla caserma dei Carabinieri per denunciarne la scomparsa.

Sono così partite le ricerche che però sono terminate in modo drammatico, con il ritrovamento dopo tre giorni del corpo ormai privo di vita della donna.

I resti si trovavano sotto un viadotto dell’autostrada, nei pressi della zona in cui il fiume Piave forma un’ansa. Si è inizialmente pensato che la vittima si fosse lanciata dal ponte, ma i risultati dell’autopsia hanno spinto gli inquirenti a ritenere che sia stata uccisa.

Il compagno della donna ha sempre escluso l’ipotesi che si fosse tolta la vita

Intervistato dalla stampa locale, il compagno della 31enne ha ribadito di essere stato sempre sicuro che la donna non si fosse uccisa, ritenendo invece che le avessero fatto del male. Ha inoltre spiegato che la giovane amava la vita ed era legatissima ai figli; quindi per lui era impossibile che avesse compiuto un gesto estremo.

L’esame dei medici legali ha confermato questa convinzione; infatti il corpo non presentava i segni caratteristici di un annegamento, non essendoci acqua nei polmoni.

Sembrerebbe improbabile anche una caduta dall’alto, mancando le tipiche fratture a livello degli arti. Invece gli esperti hanno rinvenuto numerose lesioni alla testa. L’ipotesi più probabile a questo punto è che la donna sia stata uccisa con una serie di colpi al volto e al capo, per poi essere gettata nel letto del Piave quando era già morta.

Le indagini per risolvere il giallo della 31enne uccisa

Per far chiarezza su questo caso di cronaca nera la procura di Treviso ha aperto un fascicolo contro ignoti per omicidio volontario. Le indagini appena cominciate mirano a individuare i possibili sospettati del delitto. Per questo motivo si sta cercando di scavare nella vita della donna per trovare eventuali piste da seguire: nelle prossime ore a tal riguardo saranno ascoltati amici e conoscenti della 31enne.

Inoltre si sta cercando di ricostruire tutti gli spostamenti della vittima nel giorno della sua scomparsa: per questo motivo gli inquirenti si preparano ad analizzare i filmati delle telecamere di sorveglianza presenti in zona, che potrebbero aver registrato qualche elemento utile alle indagini.