Lamin Saidilly, ventidue anni, accusato del tentato omicidio di un uomo di cinquantacinque anni, ha scelto di non rispondere durante l'interrogatorio di convalida in carcere. L'episodio è avvenuto la mattina del 4 luglio 2026 davanti al bar “La Giada” in via Capecelatro, zona San Siro a Milano. La vittima, Gerardo P., è stata accoltellata mentre parlava con il padre. Secondo la sua legale, l'avvocata Simona Brambilla, il giovane non ricorda nulla dell'aggressione.

La difesa ha inoltre precisato che Saidilly non è attualmente sottoposto a cure psichiatriche e che non rammenta frasi, riferite dagli inquirenti, come “Mi sono divertito, una volta fuori lo rifaccio”.

L'accusa, coordinata dal pubblico ministero Elio Ramondini, è di tentato omicidio aggravato dalla premeditazione e da motivi futili e abbietti. Il pm ha richiesto la custodia cautelare in carcere, e la decisione è ora affidata al gip Luigi Iannelli.

Il passato dell'indagato e le indagini internazionali

Prima del suo arrivo a Milano, Lamin Saidilly aveva un passato che gli inquirenti stanno ricostruendo. Era rientrato in Italia alla fine del 2025, stabilendosi a Conegliano Veneto (Treviso), dove aveva lavorato per alcuni mesi come magazziniere in una nota azienda alimentare. Il suo ritorno in Italia era seguito a un periodo di detenzione in Inghilterra, la cui durata e il reato specifico sono ancora oggetto di accertamento.

Le informazioni raccolte finora suggeriscono che la detenzione nel Regno Unito potrebbe essere collegata a un'aggressione a scopo di rapina avvenuta a Leeds nel novembre 2023. Tuttavia, resta da confermare se l'episodio coinvolga effettivamente Saidilly o un omonimo. La legale, l'avvocata Brambilla, non ha potuto fornire dettagli in merito, in attesa di riscontri dalle autorità britanniche tramite i canali di cooperazione internazionale.

Gli spostamenti a Milano e gli sviluppi investigativi

Dopo un litigio con il padre, che lo avrebbe allontanato da casa nel Trevigiano, Saidilly è giunto a Milano il 23 giugno 2026. Qui ha effettuato il check-in nel primo di tre alberghi dove ha soggiornato fino al 30 giugno.

Successivamente, non sono stati rilevati elementi certi sui suoi spostamenti in città.

Per ottenere un quadro preciso sul passato giudiziario del giovane, il pubblico ministero Elio Ramondini ha attivato i canali investigativi internazionali, delegando le indagini all'Ufficio Prevenzione Generale della Polizia di Stato. L'obiettivo è chiarire i dettagli della sua permanenza in carcere in Inghilterra e le circostanze che lo hanno portato all'attuale accusa di tentato omicidio.