La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha definito "inaccettabile" quanto accaduto a Bologna dopo la morte di Abderrahim Fakir. Sui social, Meloni ha chiesto di accertare ogni responsabilità con rigore: "La verità va ricercata fino in fondo, senza pregiudizi e senza sconti per nessuno. Ma nulla può giustificare la violenza contro le Forze dell’Ordine."
Gli episodi di violenza sono scoppiati durante e dopo una manifestazione per chiedere verità e giustizia sulla morte di Fakir. Partecipanti hanno dato vita a scontri con le forze dell’ordine, lanciando oggetti e danneggiando arredi urbani e mezzi pubblici.
Un primo bilancio ha registrato undici persone bisognose di cure: quattro manifestanti e cinque poliziotti trattati sul posto. Un agente e un manifestante sono stati trasportati in ospedale con ferite lievi. Il sindacato Sap ha riportato cinquanta agenti feriti.
Danni e ripercussioni urbane nel centro di Bologna
La situazione è degenerata fino a tarda notte nel centro di Bologna, con estesi atti di vandalismo. Dehor, biciclette del servizio sharing e un’auto del Comune sono stati danneggiati o incendiati, con intervento dei vigili del fuoco anche per un fumogeno in via Monte Grappa. Il giorno dopo, la città ha avviato la pulizia delle aree colpite, come piazza Roosevelt, dove restavano cocci di bottiglia e scritte sui muri ("Fakir Vive").
Commercianti e mezzi di pulizia urbana hanno documentato e rimosso i segni degli scontri, incluse vetrine imbrattate da scritte contro la polizia.
Il monito della premier sul rispetto delle istituzioni
Meloni ha poi dichiarato che "alimentare un clima di odio e di delegittimazione verso un intero Corpo dello Stato è un atto di grave irresponsabilità". Ha concluso: "Trasformare migliaia di donne e uomini in divisa in un bersaglio significa colpire chi ogni giorno serve l’Italia con professionalità, sacrificio e coraggio". La manifestazione, inizialmente pacifica in piazza Nettuno, è degenerata in scontri che hanno coinvolto anche cittadini estranei. Autorità locali e commercianti hanno documentato i danni, mentre proseguono le indagini sulla morte di Abderrahim Fakir e le responsabilità degli episodi di violenza.