Depositati a Pavia, il 31 agosto 2026, i motivi della condanna a 12 anni per Massimo Adriatici, ex assessore leghista alla Sicurezza di Voghera. Adriatici è stato riconosciuto colpevole dell’omicidio volontario di Younes El Boussetaoui, un 39enne marocchino, ucciso con un colpo di pistola in piazza Meardi, a Voghera, la sera del 20 luglio 2021. L'episodio è avvenuto dopo una colluttazione tra i due, innescata da un'aggressione della vittima.
Il giudice Luigi Riganti (verdetto 24 febbraio 2026) ha escluso la tesi della legittima difesa. Il passaggio centrale afferma: “Non vi è stata alcuna difesa legittima”.
La decisione evidenzia la sproporzione della condotta, negando l'eccesso colposo. Adriatici ha sparato a distanza ravvicinata contro una zona vitale del corpo della vittima, disarmata, accettando l’esito letale.
Il processo e la ricostruzione dell’episodio
Adriatici è stato condannato con rito abbreviato, procedura che comporta la riduzione di un terzo della pena. La condanna a 12 anni ha superato la richiesta della procura (11 anni e quattro mesi). La difesa aveva sostenuto l’assoluzione per legittima difesa e l’incapacità naturale al momento dello sparo, legata alla colluttazione.
La vicenda processuale iniziò con l’ipotesi di eccesso colposo di legittima difesa. Il 6 novembre 2024, la giudice Valentina Nevoso aveva chiesto alla procura di Pavia di modificare il capo di imputazione.
Le indagini si sono avvalse delle immagini delle telecamere di sicurezza di piazza Meardi, riprendendo l’ex assessore dietro la vittima poco prima dello sparo.
Le contestazioni esaminate in aula
La ricostruzione dell’episodio colloca Adriatici in piazza Meardi con una pistola Beretta modello 21 calibro 22. Prima dello sparo, l’ex assessore aveva chiamato le forze dell’ordine. La dinamica successiva è stata oggetto di attenta valutazione in aula.