Ad Ancona, un uomo di 60 anni, già sottoposto a misure cautelari per minacce nei confronti della madre, è stato trasferito in carcere. La Polizia di Stato ha eseguito un’ordinanza emessa dalla Corte d’appello di Ancona che ha disposto l’aggravamento della precedente misura, trasformandola in custodia cautelare in carcere. Il sessantenne, residente nel capoluogo marchigiano e senza fissa dimora, aveva violato in modo reiterato le prescrizioni imposte, compromettendo il funzionamento del braccialetto elettronico e continuando a perseguitare la genitrice con richieste di denaro.

Le gravi violazioni sono emerse con chiarezza nel mese di luglio, quando l’uomo ha omesso di ricaricare il dispositivo elettronico, rendendo di fatto inefficace il controllo costante previsto dalla misura cautelare. Nello stesso periodo, ha mantenuto contatti insistenti, sistematici e oppressivi con la madre, chiedendole denaro sia telefonicamente sia attraverso incontri diretti. Queste condotte hanno rappresentato una palese inosservanza delle disposizioni che gli imponevano l’allontanamento dalla casa familiare e il divieto di avvicinamento alla persona offesa, misure che erano state disposte dal gip di Ancona nel novembre 2025 proprio per tutelare la donna.

Le reiterate violazioni delle prescrizioni cautelari

L’attività investigativa condotta dalla Squadra Mobile, sotto il coordinamento della Procura di Ancona, ha documentato in maniera approfondita e inequivocabile le ripetute violazioni delle misure cautelari. I numerosi contatti telefonici e gli avvicinamenti diretti alla madre hanno generato nella donna un profondo e persistente stato di ansia e timore per la propria incolumità fisica e psicologica. La situazione di rischio è stata ulteriormente aggravata dall’assenza di un domicilio stabile da parte dell’uomo, un fattore che ha pesato significativamente nel quadro complessivo valutato dall’autorità giudiziaria per l’aggravamento della misura.

Il sessantenne, la cui condotta ha portato all’attuale provvedimento, non era nuovo a problematiche con la giustizia e a comportamenti che turbavano l’ordine pubblico. Già nei mesi immediatamente precedenti, tra giugno e luglio, era stato segnalato e deferito più volte per reati come l’interruzione di pubblico servizio e l’ubriachezza molesta. Risultava inoltre destinatario di un avviso orale e di un Dacur, noto anche come Daspo urbano, a testimonianza di una serie di precedenti condotte problematiche che ne delineavano un profilo di inaffidabilità.

Il trasferimento alla Casa Circondariale di Montacuto

A seguito dell’emissione dell’ordinanza da parte della Corte d’appello di Ancona, che ha sancito l’aggravamento della misura, gli agenti della Squadra Mobile hanno prontamente rintracciato l’uomo nel capoluogo dorico.

Dopo aver espletato tutte le formalità di rito necessarie, la Polizia di Stato ha dato immediata esecuzione al provvedimento, accompagnando il 60enne alla Casa Circondariale di Ancona-Montacuto. Questo trasferimento in carcere costituisce l’aggravamento definitivo della misura cautelare precedentemente disposta, una conseguenza diretta delle gravi e reiterate inosservanze delle prescrizioni imposte per la tutela della madre e per la salvaguardia della sua sicurezza.