La famiglia di Marco Ratto, l’orafo rapallese ancora disperso nell’alluvione in Nepal, ha affidato alla sindaca di Rapallo, Elisabetta Ricci, un messaggio toccante e significativo destinato all’intera comunità cittadina. In questa comunicazione ufficiale, i familiari esprimono la loro profonda gratitudine per la straordinaria vicinanza e il calore umano ricevuti in un momento che definiscono di estrema difficoltà e dolore. Contestualmente, chiedono con fermezza uno spazio di intimità, raccoglimento e riservatezza, essenziale mentre le complesse operazioni di ricerca, le dichiarazioni ufficiali e gli accertamenti proseguono il loro inesorabile corso.

Il messaggio è stato divulgato il 31 agosto 2026, data in cui Marco Ratto risulta ancora tra le persone disperse a seguito della devastante alluvione che ha colpito il Nepal. La famiglia ha spiegato che l’intensa apprensione e il profondo dolore provati hanno reso indispensabile un periodo di silenzio e riflessione. Per questo motivo, i parenti hanno comunicato la loro decisione di non rilasciare ulteriori dichiarazioni pubbliche riguardo alla vicenda di Marco. Questa scelta è strettamente legata all’attesa degli sviluppi ufficiali e al delicato tentativo di ricostruire una parvenza di vita quotidiana, seppur compatibile con la persistente incertezza che li avvolge.

La richiesta di riservatezza e il bisogno di attesa

I familiari di Marco Ratto hanno sottolineato di essere stati profondamente toccati dall’ondata di affetto e solidarietà dimostrata dalla comunità di Rapallo. Tuttavia, hanno anche evidenziato il bisogno impellente di affrontare una fase che, prevedono, sarà destinata a protrarsi a lungo. La frase centrale e più emblematica del loro messaggio, “Dobbiamo aspettare”, racchiude l’essenza della loro condizione attuale: un’attesa carica di speranza e, al contempo, il tentativo di trovare la forza per ricominciare. La famiglia ha precisato che questo difficile percorso sarà intrapreso in costante dialogo e collaborazione con le istituzioni competenti, e ha chiesto comprensione per il loro immane sforzo di riprendere una vita che possa definirsi, in qualche modo, normale.

La determinazione a non rilasciare ulteriori dichiarazioni è una scelta ponderata che riguarda esclusivamente la drammatica vicenda di Marco Ratto. Essa riflette la volontà di permettere che la situazione si chiarisca autonomamente, seguendo i tempi e le modalità necessarie. La comunicazione mantiene un chiaro riferimento alle ricerche e agli accertamenti ufficiali in corso, senza tuttavia fornire nuovi dettagli o indicazioni sull’esito delle verifiche. Il quadro generale rimane dunque quello di una dolorosa e prolungata attesa, con la famiglia interamente impegnata a gestire il proprio dolore e l’angosciante incertezza sul destino del loro caro.

Il ruolo della comunità di Rapallo e l'invito della sindaca

La sindaca Elisabetta Ricci, dopo aver ricevuto il messaggio dai familiari, ha prontamente rivolto un appello ai cittadini di Rapallo, invitandoli a manifestare la loro vicinanza in una forma che sia improntata al rispetto e alla discrezione. Nel suo intervento, la sindaca ha operato una distinzione significativa tra una vicinanza manifesta, fatta di gesti e parole, e una vicinanza silenziosa, definendo quest’ultima come la forma di supporto più appropriata e richiesta in questa delicata fase. L’invito esplicito rivolto all’intera comunità è quello di “esserci, con rispetto e discrezione”, unito a un sincero ringraziamento per la partecipazione e l’empatia già dimostrate. Questo approccio mira a sostenere la famiglia Ratto nel suo bisogno di raccoglimento, garantendo al contempo il sostegno morale della città.