Un settantenne di Ariano Irpino, in provincia di Avellino, è stato posto agli arresti domiciliari per aver violato ripetutamente il divieto di avvicinamento alla moglie. Il provvedimento restrittivo è stato eseguito dai Carabinieri della Stazione di Ariano Irpino, su disposizione del Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Benevento, che ha accolto la richiesta della Procura della Repubblica. L'uomo era già sottoposto a una misura cautelare – emessa a giugno – che gli imponeva di non avvicinarsi alla donna e ai luoghi da lei frequentati, con l'applicazione di un braccialetto elettronico.

La vicenda ha avuto origine a maggio, quando la vittima ha presentato denuncia presso la Stazione Carabinieri di Ariano Irpino, segnalando reiterate condotte persecutorie da parte del coniuge. Le segnalazioni includevano abituali vessazioni, ingiurie, minacce e aggressioni fisiche subite nel corso della loro relazione. Gli elementi probatori raccolti dai militari hanno permesso alla Procura di ottenere la prima misura cautelare.

Violazione e aggravamento della misura cautelare

Nonostante il divieto di avvicinamento e il braccialetto elettronico, il settantenne ha nuovamente violato le prescrizioni, avvicinandosi all'abitazione della donna. La segnalazione della vittima ha innescato tempestivi accertamenti da parte dei Carabinieri, che hanno rapidamente confermato la violazione delle disposizioni imposte.

Tale riscontro ha reso immediato l'aggravamento della misura di controllo, culminato nell'emissione del provvedimento di custodia cautelare agli arresti domiciliari per l'uomo.

L'impegno delle istituzioni per la tutela delle vittime

L'operazione condotta dai Carabinieri di Ariano Irpino, in stretta collaborazione con la Procura della Repubblica, sottolinea l'efficacia del costante e rigoroso monitoraggio sul rispetto delle prescrizioni imposte a tutela delle vittime di reato. L'intervento tempestivo delle forze dell'ordine e dell'autorità giudiziaria è cruciale per garantire la protezione delle persone offese, specialmente in casi di violenza domestica e comportamenti persecutori all'interno del nucleo familiare. La vicenda evidenzia l'importanza di un'azione pronta e decisa per prevenire ulteriori abusi e assicurare la sicurezza delle vittime.