Un giovane di 19 anni con autismo, residente a Francavilla al Mare, si trova da oltre un anno senza le necessarie terapie. La situazione è emersa a causa di un ostacolo amministrativo scaturito dal suo cambio di residenza, una vicenda denunciata dall’associazione Autismo Abruzzo. Il ragazzo, trasferitosi da Pescara a Francavilla al Mare, è passato sotto la competenza della Asl Lanciano Vasto Chieti, generando un blocco nella continuità delle cure.
Gli specialisti hanno unanimemente indicato per il giovane l’inserimento in un Centro Diurno per l’Autismo.
Tuttavia, la Asl di Chieti può garantire tale servizio solo nelle sedi di Lanciano e Vasto, entrambe distanti almeno cinquanta minuti di auto dalla sua attuale abitazione. Una Consulenza Tecnica d’Ufficio (CTU), disposta dal Tribunale, ha chiaramente evidenziato l’impossibilità per il ragazzo di sostenere quotidianamente spostamenti di tale entità, poiché questi rischierebbero di compromettere seriamente il suo equilibrio psicofisico.
Le proposte della Asl e la replica dell’associazione
La Asl di Chieti ha avanzato una proposta alternativa: l’inserimento del giovane presso il centro psichiatrico dell’ex ospedale di Chieti, definendo tale soluzione come una “sperimentazione”. Questa opzione è stata fermamente respinta dall’associazione.
Dario Verzulli, presidente di Autismo Abruzzo, ha categoricamente affermato: “L’autismo non può essere gestito con interventi improvvisati o soluzioni di emergenza. Richiede percorsi strutturati, ambienti adeguati e personale con competenze specifiche”. Verzulli ha inoltre richiamato l’attenzione sulla delibera di Giunta regionale d'Abruzzo n. 360/2019, che stabilisce i requisiti organizzativi, strutturali e professionali per i Centri Ambulatoriali e i Centri Diurni dedicati ai disturbi dello spettro autistico.
Secondo l’associazione, collocare il diciannovenne in un contesto privo delle caratteristiche previste dalla normativa e, per giunta, come unico utente, lo esporrebbe a un grave rischio di regressione, vanificando i significativi progressi ottenuti con anni di lavoro terapeutico.
Il ragazzo aveva frequentato in precedenza il Centro Diurno della Fondazione Oltre le Parole a Pescara, una struttura che dista appena sei chilometri dalla sua attuale residenza e dove aveva raggiunto notevoli risultati in termini di autonomia e qualità della vita. “È un ambiente che conosce. È un'équipe che conosce lui. È una struttura accreditata. E il costo per la Asl di Chieti sarebbe equivalente a quello sostenuto per qualsiasi altro centro diurno accreditato”, ha precisato Verzulli, sottolineando che “l’unico ostacolo rimasto è un confine amministrativo tra due aziende sanitarie. È inaccettabile che nel 2026 una persona con autismo rimanga senza cure perché due Asl non riescono a superare una barriera burocratica”.
Appello urgente per la continuità terapeutica
Di fronte a questa situazione, l’associazione Autismo Abruzzo ha lanciato un appello urgente al direttore generale della Asl di Chieti e alla Regione Abruzzo. L’obiettivo è ottenere l’immediata autorizzazione per la presa in carico del giovane presso la Fondazione Oltre le Parole, garantendogli così la piena continuità terapeutica alla quale ha diritto. La delibera regionale n. 360/2019, che definisce i criteri per l’accreditamento e il funzionamento dei centri per i disturbi dello spettro autistico, sottolinea l’importanza di requisiti specifici per assicurare percorsi terapeutici adeguati.
Questa vicenda mette in luce le persistenti difficoltà nel garantire la continuità delle cure quando si frappongono vincoli amministrativi tra diverse aziende sanitarie, nonostante l’esistenza di soluzioni accreditate, efficaci e facilmente accessibili per i pazienti.