Una notte di intensi incendi ha colpito la provincia di Palermo tra il 29 e il 30 agosto 2026, distruggendo ettari di macchia mediterranea, canneti, uliveti e aree boschive. Le fiamme hanno minacciato comunità, abitazioni e strutture in diverse zone. Un grosso focolaio si è sviluppato sulla strada statale 285, tra Caccamo e Termini Imerese, lambendo le arterie stradali e rendendo la circolazione pericolosa.

Le aree colpite nel Palermitano

Nelle Madonie, a Polizzi Generosa, l'incendio è divampato nel tardo pomeriggio, proseguendo fino a notte. Una grave emergenza ha interessato Ventimiglia di Sicilia e Ciminna, dove le fiamme hanno devastato la vegetazione e minacciato ville e case.

I roghi hanno causato danni ad aziende agricole (con balle di fieno distrutte) e compromesso impianti elettrici e telefonici.

Focolai sono stati segnalati anche nella zona alta di Trabia. Durante la notte, l'aria è diventata irrespirabile in alcune aree, con densa coltre di fumo e odore di bruciato. I residenti sono rimasti in casa per proteggersi; i sindaci hanno consigliato di non uscire.

Interventi e allerta costante

Per tutta la notte e nelle ore successive, vigili del fuoco, forestali e volontari della Protezione Civile sono rimasti al lavoro. L'allarme non è rientrato nella mattina del 30 agosto 2026, poiché le alte temperature hanno mantenuto elevato il rischio di nuovi incendi. I vigili del fuoco hanno raddoppiato i turni.

Dall'alba del 30 agosto, canadair ed elicotteri hanno sorvolato le zone interessate per spegnere gli ultimi focolai.

Gli incendi hanno interessato altre province siciliane. Nel Messinese, i vigili del fuoco sono stati impegnati a contenere un rogo a Castelmola. Le fiamme hanno colpito la vicina Mongiuffi Melia, con dispiegamento di risorse per la protezione di comunità e ambiente.