Un allarme significativo è stato lanciato riguardo alla produzione di alcol artigianale all'interno degli istituti penitenziari dell'Emilia-Romagna. Il garante regionale dei detenuti, Roberto Cavalieri, ha indirizzato una serie di raccomandazioni urgenti alle direzioni carcerarie, al provveditorato dell’amministrazione penitenziaria e al presidente del tribunale di Sorveglianza. Questa iniziativa, diffusa da Bologna il 31 agosto 2026, alle ore 11:07, mira a contrastare un fenomeno che si lega direttamente a episodi critici e a un rischio concreto per la vita e la salute delle persone detenute.
La nota del garante pone l'accento sulle bevande alcoliche prodotte clandestinamente, spesso ottenute attraverso processi improvvisati di fermentazione della frutta e distillazione con mezzi di fortuna all'interno delle celle. Cavalieri ha evidenziato come tali produzioni avvengano in assenza di qualsiasi controllo igienico e tecnico. Le fermentazioni non sono controllate, manca la verifica della temperatura e non vi è alcuna possibilità di accertare la gradazione alcolica finale, rendendo il prodotto estremamente pericoloso.
I rischi sanitari associati a queste pratiche sono molteplici e gravi. Tra i più preoccupanti figurano l'alta gradazione raggiunta dal prodotto distillato, la possibile e incontrollata formazione di metanolo – una sostanza altamente tossica – e il pericolo di botulismo.
Inoltre, l'assunzione di questi alcolici può generare interazioni estremamente pericolose con le terapie farmacologiche che molti detenuti seguono, compromettendo seriamente la loro salute e la loro vita.
Le raccomandazioni per la prevenzione e il controllo
Per affrontare questa problematica, la nota del garante propone una strategia articolata che si concentra su informazione, controlli e regolamentazione. La prima e fondamentale raccomandazione è la promozione di azioni informative e di sensibilizzazione mirate direttamente ai detenuti. L'obiettivo è renderli consapevoli dei gravi pericoli per la salute derivanti dal consumo di alcolici prodotti in modo artigianale e non sicuro.
La linea guida generale è riassunta nell'espressione: “Più informazioni, controlli e scelte negli strumenti e negli alimenti”.
Questo approccio si traduce in misure concrete volte a ridurre drasticamente la possibilità di produrre alcol clandestino in grandi quantità. Tra le proposte vi sono l'utilizzo di pentole più piccole e un numero controllato di esse, l'impiego di sacchetti in bioplastica e una più stringente regolamentazione della disponibilità di alimenti con un alto contenuto zuccherino, che sono spesso la base per i processi di fermentazione.
Parallelamente, la nota prevede l'intensificazione di controlli mirati e perquisizioni specifiche, focalizzate in particolare nei punti degli istituti penitenziari dove si concentra il calore, ambiente propizio per le fermentazioni. Un'innovazione tecnologica suggerita è l'impiego di sensori per il monitoraggio della qualità dell'aria.
Questi dispositivi avrebbero la funzione di individuare precocemente la presenza di anidride carbonica o vapori alcolici nei corridoi o nei condotti di aerazione, fornendo un sistema di allerta rapido. Tutte queste raccomandazioni sono state indirizzate agli uffici e alle strutture competenti, con l'obiettivo di migliorare la gestione del fenomeno e garantire maggiore sicurezza all'interno degli istituti penitenziari.