Il bilancio delle inondazioni in Nepal è salito a 903 morti e 4.200 dispersi. Il dato, aggiornato il 31 agosto 2026 dalle autorità nepalesi, evidenzia la gravità dell'emergenza. Le alluvioni hanno devastato vaste aree himalayane, colpendo zone abitate, valli fluviali e collegamenti stradali, compromettendo infrastrutture e sicurezza nelle regioni montuose.
Ricerche e soccorsi intensificati
Le operazioni di soccorso sono state intensificate per raggiungere le persone bloccate. Squadre locali e team stranieri partecipano alle ricerche in zone collinari, insediamenti, lungo i fiumi e nei tunnel di impianti idroelettrici, dove si segnalano lavoratori intrappolati.
Il conteggio delle vittime nel Paese resta a 903 morti, come indicato dalle autorità locali.
Il quadro esteso delle inondazioni tra Nepal e Tibet registra oltre 900 vittime e più di 4.700 dispersi. Per il Nepal, l'agenzia nazionale per i disastri ha contato 903 morti e 4.247 dispersi (592 stranieri). Sul versante cinese del Tibet, le autorità hanno comunicato 16 morti e 546 dispersi (261 stranieri, inclusi oltre cento nepalesi).
Aree devastate e origine dell'alluvione
Le inondazioni improvvise hanno colpito duramente il confine tra Nepal e Cina. Lungo il fiume Trishuli, una sezione della Pasang Lhamu highway è stata spazzata via, interrompendo il collegamento tra il distretto di Rasuwa e l'area di Nuwakot.
Le immagini da Trishuli Bazaar, nel distretto di Nuwakot, mostrano gli effetti devastanti dell'ondata d'acqua.
L'origine dell'alluvione è un collasso glaciale avvenuto in alta quota nell'Himalaya. Gli studiosi che hanno esaminato le immagini satellitari hanno indicato il