Dopo sei mesi e mezzo di ricovero, Leonardo Bove, il sedicenne milanese rimasto gravemente ferito nel tragico rogo di Crans-Montana, è stato finalmente dimesso dall’ospedale Niguarda. Il giovane ha espresso con forza il suo desiderio di voltare pagina e la sua richiesta di giustizia, dichiarando: «Sui Moretti non penso niente, non mi interessano, mi interessa solo la mia vita. L'ho vista sfuggire una notte e non voglio più perderla».
Le sue parole riflettono il profondo impatto dell'esperienza vissuta. Bove ha sottolineato la necessità che i responsabili si assumano le proprie colpe: «Dico solo che dovrebbero prendersi le loro responsabilità, sono un uomo e una donna adulta: si sono presi la responsabilità di aprire un locale, devono prendersi la responsabilità anche per quello che è successo».
Il sedicenne ha anche affermato categoricamente la sua intenzione di non tornare mai più nel luogo della tragedia: «Non ci voglio tornare, lo voglio cancellare dalla mia vita».
Il lungo percorso di cura dopo la tragedia
Il percorso di Leonardo Bove è stato lungo e complesso. Trasferito all’ospedale Niguarda l’11 gennaio scorso, dopo un primo ricovero a Zurigo, il giovane presentava ustioni sul cinquanta per cento del corpo e gravi danni causati dall'inalazione di fumi tossici. Per oltre sei mesi, è stato sottoposto a numerosi interventi chirurgici, medicazioni costanti e un'intensa fisioterapia, prima di poter fare ritorno a casa il 17 luglio 2026.
Leonardo era tra i feriti più gravi del devastante incendio scoppiato nella notte di Capodanno nel locale “Le Constellation” di Crans-Montana, in Svizzera.
Il suo trasferimento al Niguarda era avvenuto solo dopo che le sue condizioni critiche si erano stabilizzate, non permettendo un trasporto immediato. Il programma terapeutico ha incluso delicate operazioni per la ricostruzione della pelle, sedute laser mirate e un'attenta fisioterapia, essenziale per il recupero della funzionalità degli arti. Questo percorso di cura prosegue anche dopo la dimissione, con controlli regolari e terapie di mantenimento.
La situazione degli altri feriti italiani
Con la dimissione di Leonardo Bove, l'attenzione si sposta sugli altri feriti della tragedia. Attualmente, rimane ricoverata al Niguarda solo Francesca Noto, compagna di classe di Leonardo e l'ultima dei dodici feriti italiani coinvolti nell'incendio di Crans-Montana a essere ancora in cura presso la struttura ospedaliera milanese.