Un violento nubifragio ha colpito la Vallesina, in provincia di Ancona, nella mattinata del 25 agosto 2026, tra le 10:30 e le 12:30. Le intense precipitazioni hanno causato numerosi disagi: strade allagate, alberi caduti e significative difficoltà di circolazione. Le città di Jesi e Fabriano sono state particolarmente interessate, con diverse vie trasformate in veri e propri torrenti.

Due squadre dei vigili del fuoco sono intervenute per operazioni di prosciugamento, affiancate da ulteriori operatori per gestire l'aumento delle richieste di soccorso.

La polizia locale ha regolato il traffico, specialmente sul ponte Granita in via San Giuseppe a Jesi, dove il transito era problematico. A Jesi, sono stati chiusi il sottopasso pedonale di via Zara e quello di via Latini. Anche a Chiaravalle, il sottopasso di via Cairoli è stato interdetto per allagamenti.

Disagi alla viabilità e interventi

Le forti piogge hanno provocato allagamenti in diversi locali al piano terra e garage, rendendo ardua la circolazione in varie strade di Jesi, tra cui viale della Vittoria, dove è caduto un grosso ramo. Disagi simili si sono verificati lungo la strada provinciale Jesi-San Marcello, con rami caduti e problemi alla viabilità. Sulla superstrada tra Fabriano e Jesi, estesi allagamenti e condizioni critiche dell'asfalto hanno generato lunghe code, costringendo automobilisti e autotrasportatori a procedere lentamente tra i ristagni idrici.

Tra le aree urbane più compromesse figurano viale del Lavoro, via San Giuseppe all'altezza del ponte Granita e l'intersezione con via Marche, dove ampi tratti stradali sono risultati a tratti impraticabili. La situazione ha richiesto un'intensa attività di soccorso e monitoraggio da parte delle autorità locali e dei vigili del fuoco.

Criticità all'ospedale Carlo Urbani: infiltrazioni e denunce

Particolare preoccupazione ha suscitato l'ospedale “Carlo Urbani” di Jesi, dove si sono verificate infiltrazioni d'acqua nelle corsie del terzo livello e in diversi reparti, inclusa Ostetricia. Il Tribunale per i diritti del malato (Tdm) ha denunciato che tale problematica persiste fin dall'inaugurazione della struttura.

Pasquale Liguori, responsabile del Tdm, ha sottolineato che le infiltrazioni si ripresentano "alla prima pioggia abbondante", invadendo i corridoi e alcune Uo come Ostetricia, smentendo l'idea che il problema fosse stato risolto.

Liguori ha inoltre evidenziato i rischi per la sicurezza di pazienti e operatori, a causa dell'acqua a terra che può provocare scivolamenti. Il problema delle infiltrazioni è stato descritto come un "colabrodo", ripresentandosi sistematicamente ogni volta che si verificano precipitazioni abbondanti.