Il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, ha preso parte ad Amatrice alle solenni commemorazioni per il decimo anniversario del terremoto che, il 24 agosto 2016, devastò il Centro Italia. Al suo arrivo nella cittadina laziale, Marsilio ha espresso la sua vicinanza: “Siamo qui per testimoniare la vicinanza al popolo e per condividere questa tragedia”.
Nel corso della giornata, il presidente Marsilio ha ribadito l'impegno della Regione Abruzzo nel sostenere attivamente il percorso di ricostruzione delle aree colpite. “Siamo qui – ha aggiunto – per rappresentare e testimoniare anche l’impegno a fare in modo che tutta quella sofferenza possa trovare una fine e si possa procedere sulla strada della ricostruzione, con l’accelerazione che ha già ricordato il sindaco.
Possiamo testimoniare con i numeri che ci dà oggi la speranza di vedere la luce in fondo al tunnel”. Le sue parole hanno evidenziato una prospettiva di progresso e speranza per le comunità ferite.
Le istituzioni unite nel ricordo del sisma
Alla cerimonia commemorativa era presente anche il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, il quale ha voluto sottolineare il profondo legame storico tra le popolazioni colpite dai tragici eventi sismici del 2009 e del 2016. Biondi ha affermato: “Le comunità dell’Aquila e di Amatrice sono state storicamente legate. C’è anche questa concomitanza dell’orario che ci ha richiamato alla memoria quella notte, quella del sisma del 2009. Spero che Amatrice e tutti i territori colpiti dal sisma del Centro Italia possano trovare quella serenità e quell’ottimismo che oggi possono progressivamente essere recuperati”.
Le sue parole hanno evocato un senso di solidarietà e condivisione del dolore.
Le commemorazioni hanno avuto inizio nella notte, precisamente alle 3:36, con una toccante fiaccolata silenziosa, l'ora esatta in cui dieci anni fa si scatenò la scossa principale. La giornata è proseguita con una messa solenne officiata dal cardinale Matteo Zuppi nello stadio di Amatrice. Durante l’omelia, il cardinale ha descritto il sisma come “un’Apocalisse che portiamo nel cuore”, un'immagine potente che ha risuonato tra i presenti.
Il decimo anniversario: memoria e impegno per le vittime
Il 24 agosto 2016, il violento terremoto causò la perdita di 299 vite nei borghi dell’Appennino centrale, di cui ben 239 solo nella martoriata Amatrice.
In occasione di questo doloroso anniversario, la premier Giorgia Meloni ha reso omaggio alle vittime deponendo una corona di alloro davanti al monumento ai Caduti. La celebrazione ha visto la partecipazione commossa dei familiari delle vittime, insieme alle autorità locali e nazionali, in un momento di profondo raccoglimento.
Nel corso della commemorazione, il cardinale Zuppi ha offerto un messaggio di speranza e resilienza, citando le Sacre Scritture: “La Scrittura ci parla di una città che scende dal cielo, da Dio, risplendente della gloria di Dio. Costruiamola”. Questo invito alla ricostruzione, sia materiale che spirituale, e alla conservazione della memoria, ha rappresentato un pilastro delle cerimonie.
L'evento ha consolidato il momento di raccoglimento per le comunità afflitte e ha riaffermato il rinnovato impegno istituzionale verso il completamento della ricostruzione delle zone devastate dal sisma.