Nessuna impronta digitale è stata rilevata sulle manette utilizzate per immobilizzare Fakir, il giovane di origini nordafricane deceduto ad Anzola dell’Emilia. L'esito dell'esame, condotto dalla Polizia Scientifica, è stato reso noto il 24 agosto 2026 nell’ambito dell’inchiesta sulla sua morte, avvenuta durante un fermo di polizia.
Le manette sono risultate prive di qualsiasi traccia utile all’identificazione di chi le abbia maneggiate. Questo esito, definito dagli inquirenti come «singolare», ha destato particolare attenzione, considerando la dinamica dell’episodio e le consuete modalità di utilizzo dello strumento.
L’analisi, eseguita nei laboratori della Polizia Scientifica, rappresenta un elemento di rilievo nell’indagine in corso.
Dettagli dell’esame e reazioni
La mancanza di impronte sulle manette ha suscitato notevole interesse tra gli investigatori e le parti coinvolte. Gli inquirenti hanno sottolineato come tale risultato non fosse atteso, poiché le manette sono solitamente maneggiate sia dagli operatori che dalla persona fermata. Questa anomalia rispetto alle aspettative potrebbe influenzare le successive valutazioni investigative. L’avvocato Fabio Anselmo, legale della famiglia di Fakir, ha commentato la notizia definendo l’esito «davvero singolare» e ha ribadito l’importanza di ulteriori e approfonditi accertamenti tecnici.
La Procura di Bologna prosegue le indagini per chiarire le circostanze del decesso e il ruolo degli operatori coinvolti.
Il ruolo della Polizia Scientifica nell'indagine
La Polizia Scientifica, unità specializzata della Polizia di Stato italiana, è preposta all'esecuzione di accertamenti tecnici e scientifici nell’ambito delle indagini giudiziarie. Tra le sue funzioni primarie rientrano l’analisi di reperti, il rilevamento di impronte e la ricostruzione di eventi attraverso metodologie avanzate. La sua attività, svolta in stretta collaborazione con le autorità giudiziarie, costituisce un supporto essenziale per l’accertamento della verità nei procedimenti penali. Nel caso specifico di Anzola dell’Emilia, l’intervento della Polizia Scientifica si è focalizzato sulle manette impiegate per Fakir, con l’obiettivo di raccogliere elementi utili all’indagine sul suo decesso. I risultati di questi accertamenti tecnici sono ora all’esame della Procura, che valuterà la necessità di eventuali ulteriori approfondimenti investigativi.