Nicola Ballan, fratello di Vanessa Ballan, la giovane vittima di femminicidio il 19 dicembre 2023 a Riese Pio X, in provincia di Treviso, ha manifestato la sua profonda incredulità e sconcerto di fronte al persistere di nuovi episodi di violenza contro le donne. In una recente dichiarazione, Ballan ha espresso il suo disappunto: “Quando ho visto il caso di Tania sono rimasto allibito. Dopo una denuncia e diverse aggressioni, non concepisco il fatto di non aver agito prima. I centri antiviolenza sono attivi ogni giorno, non capisco come non ci sia un intervento tempestivo per prendere importanti misure preventive.

Non comprendo perché non si faccia qualcosa in più prima e si arrivi dopo, quando non si può fare nulla”.

La tragica vicenda di Vanessa Ballan aveva già in passato sollevato pressanti interrogativi sull'efficacia delle misure di protezione destinate alle vittime di stalking e violenza di genere. Anche nel suo caso, analogamente all'episodio più recente menzionato da Nicola Ballan, erano state formalizzate denunce e segnalazioni, ma senza che venissero adottate adeguate misure cautelari nei confronti dell'aggressore, Bujar Fandaj, all'epoca ex compagno della vittima. Dopo il brutale omicidio, il ministro della Giustizia Carlo Nordio aveva richiesto una relazione dettagliata alla Procura di Treviso, la quale, tre mesi più tardi, aveva concluso escludendo l'incuria da parte degli organi competenti.

L'importanza della denuncia e il monito di Nicola Ballan

Nicola Ballan ha enfaticamente sottolineato la notevole difficoltà che una donna affronta nel decidere di denunciare una situazione di violenza. “Io sono sempre stato convinto che lì ci siano stati errori e mancanze. Arrivare alla denuncia non è una cosa facile, non va presa alla leggera. Chi lo fa sta soffrendo molto. E i casi sono tanti, troppi”, ha dichiarato. Ballan ha inoltre evidenziato come, solo a Venezia, vengano gestiti quotidianamente dieci codici rossi, ma ha ribadito con forza che il dato più drammatico e inconfutabile rimane il numero delle vittime e le devastanti conseguenze che si ripercuotono anche sulle persone a loro vicine.

Ricordando con commozione il giorno del funerale della sorella, Ballan ha ribadito con fermezza l'importanza cruciale di non sottovalutare mai le segnalazioni e di non rimanere indifferenti di fronte a situazioni di potenziale pericolo. “Una parola, uno sguardo, una presenza in più possono fare la differenza. Non possiamo girarci dall’altra parte quando vediamo una situazione complicata. Le istituzioni devono controllare una volta in più, avere un’accortezza in più. Non ci sono mezzi? Bisogna trovarli, se i casi sono tanti ci sarà un motivo”, ha ammonito, richiamando tutti a una maggiore responsabilità collettiva.

La condanna di Fandaj e l'appello al coraggio

Bujar Fandaj, riconosciuto responsabile del femminicidio di Vanessa Ballan, è stato condannato all’ergastolo.

In concomitanza con l'emissione di questa sentenza, Nicola Ballan ha rivolto un accorato appello a tutte le donne vittime di violenza, esortandole a trovare il coraggio di chiedere aiuto. “Non siete sole, abbiate il coraggio di chiedere aiuto”, ha dichiarato, un messaggio che si inserisce nel più ampio contesto delle numerose iniziative di sensibilizzazione e supporto alle vittime di violenza attive su tutto il territorio nazionale.

Il caso di Vanessa Ballan continua a rappresentare un punto di riferimento fondamentale nel dibattito pubblico sulla prevenzione e il contrasto alla violenza di genere. La sua storia sollecita con urgenza una maggiore attenzione sulle misure di tutela esistenti e ribadisce la necessità impellente di interventi sempre più tempestivi ed efficaci da parte delle istituzioni.