Il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, ha annunciato un fermo amministrativo di quarantacinque giorni e una multa di settemilacinquecento euro a carico della nave Sea Watch 5, battente bandiera tedesca. Il provvedimento è stato adottato in seguito alla presunta inosservanza degli obblighi di legge durante le operazioni di soccorso in mare. Piantedosi ha dichiarato che “le attività di soccorso in mare devono essere gestite e coordinate dagli Stati competenti, non dalle ong”, evidenziando una grave violazione della normativa vigente.
L'annuncio del ministro è stato comunicato attraverso il suo profilo X e successivamente riportato dal quotidiano Repubblica, confermando l'applicazione della sanzione all'imbarcazione.
Le motivazioni del provvedimento
La Sea Watch 5 è stata sanzionata con un fermo di quarantacinque giorni e una multa di settemilacinquecento euro. La motivazione principale, come specificato da Piantedosi, risiede nel mancato rispetto delle disposizioni normative che regolano le operazioni di soccorso in mare. La nave, identificata dalla sua bandiera tedesca, è stata accusata di aver perpetrato una “grave violazione della normativa” in materia di salvataggio marittimo, sottolineando la necessità di aderire scrupolosamente alle procedure stabilite.
Il quadro normativo per le operazioni SAR
Il contesto normativo internazionale e comunitario è chiaro nel definire le responsabilità relative alle operazioni di ricerca e salvataggio (SAR).
La Convenzione SAR e i regolamenti europei stabiliscono che lo Stato responsabile di una specifica area SAR deve coordinare tali operazioni attraverso un apposito Rescue Coordination Centre (RCC). È un principio fondamentale che gli Stati membri garantiscano che tutte le unità coinvolte in attività marittime rispettino l'obbligo di prestare assistenza, operando sempre in conformità con il diritto internazionale e nel pieno rispetto dei diritti fondamentali delle persone soccorse. Inoltre, è imperativo che le informazioni disponibili siano trasmesse con tempestività al centro di coordinamento competente, per assicurare un'efficace gestione degli interventi.
In Italia, la responsabilità del coordinamento generale delle operazioni di ricerca e salvataggio in mare è affidata al Corpo delle capitanerie di porto – Guardia costiera.
Questa autorità è stata designata in base al decreto del Presidente della Repubblica del 28 settembre 1994, n. 662, e alle disposizioni del codice della navigazione. Tali normative definiscono con precisione il ruolo e le competenze della Guardia costiera, rendendola il fulcro delle attività di salvataggio e garantendo il rispetto delle procedure legali e operative sul territorio nazionale.