Sono state depositate a Pavia, lo scorso 31 agosto 2026, le motivazioni complete della sentenza che ha condannato a 12 anni di reclusione Massimo Adriatici, ex assessore leghista alla Sicurezza del Comune di Voghera, in provincia di Pavia. La decisione giudiziaria riguarda l'omicidio volontario di Younes El Boussetaoui, cittadino marocchino di 39 anni, tragicamente ucciso con un colpo di pistola in piazza Meardi, sempre a Voghera, la sera del 20 luglio 2021. Il colpo fatale fu esploso al culmine di una colluttazione tra Adriatici ed El Boussetaoui, un episodio che era stato preceduto da un'aggressione subita dalla vittima.

Le ragioni alla base della condanna per omicidio

Le motivazioni, redatte dal giudice Luigi Riganti, escludono categoricamente sia la configurabilità della legittima difesa sia l'ipotesi di un eccesso colposo. Il punto focale della decisione risiede nella sproporzione evidente tra la condotta tenuta dall'imputato e le circostanze in cui si è verificato l'evento. Nel provvedimento giudiziario, infatti, si legge in modo inequivocabile la formula: «Non vi è stata alcuna difesa legittima», una conclusione che deriva da un'attenta valutazione del comportamento dell'ex assessore durante la fase concitata della colluttazione.

Il giudice ha inoltre posto l'accento sulla distanza ravvicinata da cui è stato esploso lo sparo e sulla specifica zona del corpo verso cui il colpo è stato diretto.

Le motivazioni della sentenza sottolineano con chiarezza l'espressione: «Sparando a distanza ravvicinata contro il distretto vitale». Un altro elemento cruciale evidenziato è la consapevolezza da parte di Adriatici che El Boussetaoui fosse a mani nude al momento dello scontro. Da questa dettagliata ricostruzione dei fatti, il giudice ha tratto la conclusione che Adriatici avesse la volontà di infliggere un colpo mortale o, in alternativa, avesse accettato consapevolmente il rischio dell'esito letale dell'azione intrapresa.

Il percorso processuale di Massimo Adriatici

La condanna a 12 anni di carcere per Massimo Adriatici giunge al termine di un secondo processo. La prima fase delle indagini, infatti, aveva condotto a un rinvio a giudizio per l'ipotesi di eccesso colposo di legittima difesa.

Il verdetto di condanna, le cui motivazioni sono state ora depositate, era stato emesso in data 24 febbraio 2026 dal medesimo giudice, Luigi Riganti. Il deposito delle motivazioni, avvenuto il 31 agosto 2026, ha avuto il compito di chiarire in maniera approfondita le ragioni che hanno portato alla qualificazione del fatto come omicidio volontario e all'esclusione di tutte le tesi difensive che si basavano sul concetto di legittima difesa.

Il fatto centrale della sentenza rimane la tragica morte di Younes El Boussetaoui, avvenuta in piazza Meardi. La vittima, di nazionalità marocchina, aveva 39 anni. Massimo Adriatici, all'epoca dei fatti oggetto del procedimento giudiziario, era una figura pubblica nota come ex assessore alla Sicurezza del Comune di Voghera.