A San Basile, piccolo Comune del Cosentino con meno di 900 abitanti, l’anno scolastico si è aperto con una notevole presenza di alunni stranieri: 17 su 21 studenti tra scuola primaria e secondaria di primo grado. Questa composizione, con i figli delle famiglie accolte tramite il progetto SAI, è stata cruciale. La primaria ha una pluriclasse di 12 bambini (due italiani); la secondaria di primo grado, una con nove ragazzi (due italiani).

Caterina Pugliese, consigliera e responsabile del progetto SAI di San Basile, ha sottolineato il legame tra la presenza di questi studenti e la vitalità della comunità, chiave per la continuità scolastica.

Pugliese ha definito questi dati una "realtà molto particolare", spiegando che l’arrivo delle famiglie accolte ha avuto un impatto concreto su comunità e scuola. I bambini frequentano le lezioni e partecipano alla vita del borgo.

Pluriclassi e spopolamento: il loro ruolo

Il plesso scolastico di San Basile funziona con due pluriclassi: 12 alla primaria e nove alla secondaria di primo grado, con due italiani in ciascuna. Questa situazione si inserisce nel contesto dello spopolamento dei piccoli Comuni e del mantenimento dei servizi scolastici nelle aree interne. La loro presenza è stata determinante per la sopravvivenza delle classi.

Pugliese ha invitato a non considerare i bambini accolti come meri "salvatori" della scuola, avvertendo che tale interpretazione ridurrebbe persone e percorsi educativi a semplici numeri.

Ha ribadito che sono bambini giunti con le loro famiglie tramite un percorso di accoglienza, integrati nella scuola e nel cammino educativo con gli altri.

Normative e specificità dei piccoli borghi

Il dibattito include l’applicazione delle nuove disposizioni sugli studenti stranieri. A San Basile, la riapertura della scuola (14 settembre 2026) era incerta per le poche iscrizioni. La presenza dei figli delle famiglie accolte tramite il progetto SAI ha contribuito alla composizione delle classi, garantendo l'avvio dell'anno scolastico. Pugliese ha evidenziato l'importanza di considerare le specificità dei piccoli borghi e delle aree interne, dove la scuola è un presidio fondamentale contro il declino demografico e per la sopravvivenza della comunità, auspicando normative adeguate.