L'11 settembre 2026, il giardino milanese intitolato a Lea Garofalo ha ospitato il ricordo di Denise Garofalo, figlia della testimone di giustizia, morta suicida. Centinaia di persone, richiamate dai social, hanno reso omaggio. Tra i presenti: don Luigi Ciotti, fondatore di Libera, Mario Calabresi e Nando Dalla Chiesa.
Mario Calabresi ha proposto che Milano, città dove Denise è cresciuta, le dedichi uno spazio comunitario e vivo. Ha evidenziato la fragilità e il coraggio impressionante di Denise, legando la sua storia alla testimonianza contro il padre e alla difesa della memoria materna.
Ha rievocato il funerale di Lea Garofalo in piazza Beccaria, a Milano, quando Denise seguì la cerimonia nascosta dietro le tende, simbolo del suo isolamento.
Il ricordo nel giardino di Lea Garofalo
Calabresi ha ripercorso il peso della storia familiare di Denise: la perdita della madre, la testimonianza in aula e gli anni sotto altra identità. La sua proposta mira a creare un luogo dedicato alla figlia di Lea Garofalo, accanto al giardino già intitolato alla madre. Il raduno ha visto cittadini deporre mazzi di fiori, in un sentito omaggio.
Don Luigi Ciotti, fondatore di Libera, ha parlato di un dolore che "interpella le coscienze", collegando la morte di Denise a una richiesta di maggiore responsabilità.
Ciotti ha dichiarato: "Non possiamo accontentarci delle cose fatte", auspicando un impegno più profondo. Ha ricordato il coraggio di Lea Garofalo, che aveva cercato aiuto per offrire alla figlia serenità, lontano dalla violenza mafiosa.
La storia di Denise e della madre
Denise era figlia di Lea Garofalo, la donna calabrese testimone di giustizia contro la 'ndrangheta, uccisa nel 2009 dall'ex compagno. Denise aveva seguito la madre in località protetta, vivendo per anni con altra identità. È morta in ospedale a 35 anni, dopo anni sotto protezione.