Elisabetta Ligabò, madre di Alberto Stasi, ha inviato una lettera a Verità Nascoste, il nuovo programma condotto da Milo Infante, in debutto il 1 settembre 2026 in prima serata su Retequattro. Questa missiva, presentata in esclusiva nella puntata d’esordio, si colloca nel contesto della vicenda giudiziaria legata all’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto il 13 agosto 2007 a Garlasco, nel Pavese, per il quale Alberto Stasi è stato condannato.
Nella sua comunicazione, diffusa da Milano il 1 settembre 2026, Ligabò ribadisce con fermezza la sua incrollabile convinzione sull’innocenza del figlio.
“Ho sempre saputo che Alberto era innocente e se avessi avuto un solo dubbio sarei stata la prima a portarlo ad assumersi le sue responsabilità”, scrive la madre. Un passaggio chiave, che ha ispirato il titolo, afferma che “la verità trova sempre la sua strada, anche quando sembra impossibile”. Il testo si concentra sul vissuto familiare e sull'impatto che la vicenda ha avuto sulla vita di Stasi e dei suoi genitori.
Il Ricordo degli Anni Difficili
Ligabò ripercorre le fasi più dolorose della storia del figlio, a partire dal processo per l’omicidio dell’allora fidanzata Chiara Poggi. Nel suo racconto, emergono gli anni trascorsi, una vita che ha dovuto proseguire, e vicende che restano presenti.
La narrazione insiste sul peso della solitudine, sugli sguardi e sui giudizi, sulle parole dette e non dette. La madre di Alberto Stasi descrive la difficoltà di spiegare la propria posizione quando un figlio affronta un processo per omicidio, con il silenzio divenuto parte della quotidianità familiare.
Un momento toccante è dedicato alla scomparsa del marito, Nicola, ricordato come punto di riferimento. La missiva affronta poi il periodo critico seguito all’ingresso di Alberto Stasi in carcere. In questo tratto, la madre descrive la frantumazione della vita familiare, causata da due eventi ravvicinati. Nonostante le avversità, Ligabò esprime orgoglio per l’uomo che Alberto è diventato, auspicandogli un futuro sereno.
Il pensiero finale è rivolto anche a Chiara Poggi: la lettera richiama la tragedia dell’omicidio e il ricordo delle persone che hanno fatto parte della famiglia, sottolineando la permanenza di quel dolore.