Ad Alessandria, gli studenti dell’istituto Plana, ora noto come Liceo Classico Eco, hanno espresso forte preoccupazione e richiesto chiarimenti urgenti sulla possibile presenza di amianto nel tetto della scuola. L'edificio è attualmente interessato da importanti lavori di ristrutturazione. La mobilitazione è scattata il 17 settembre 2026, immediatamente dopo il rientro in classe, quando la vista del cantiere sulla copertura dell’edificio ha sollevato interrogativi. Il Comitato Studentesco ha collegato la sua protesta alla fondamentale richiesta di trasparenza sulle reali condizioni del tetto e sulla natura esatta dei materiali impiegati nei lavori.
Gli studenti hanno riferito una crescente apprensione per lo stato della copertura, segnalando la presenza di parti mancanti, porzioni cadute nel cortile interno e detriti sparsi nell’area esterna della scuola. La loro richiesta principale è quella di poter accedere a documenti tecnici ufficiali che attestino la composizione del tetto e forniscano tutte le informazioni disponibili sulle analisi già condotte. Il Comitato ha ribadito l'esigenza di una scuola salubre e di misure di sicurezza basate su tutele concrete, anziché su sanzioni. Hanno inoltre espresso la ferma volontà di organizzarsi per promuovere un ambiente scolastico più aderente alle esigenze e al benessere degli studenti.
La mobilitazione in piazza Matteotti e le richieste di chiarezza
La protesta ha avuto il suo epicentro in piazza Matteotti, a ridosso dell'istituto, dove gli studenti hanno indetto un’assemblea partecipata. Durante il presidio, è stata vividamente richiamata la situazione riscontrata al rientro dalle vacanze: ponteggi che avvolgevano l'edificio, operai al lavoro sul tetto e materiali la cui natura ha destato sospetti, osservati direttamente dall'interno della scuola. Adele Rapetti, studentessa del Liceo Eco e membro attivo del coordinamento studentesco, ha dichiarato che alcuni detriti e onduline presentavano un aspetto visivamente simile a quello del fibrocemento-amianto. Gli studenti hanno, tuttavia, tenuto a precisare che si trattava di una mera osservazione visiva e non di un accertamento tecnico o scientifico.
La richiesta univoca rivolta alle istituzioni competenti è quella di ottenere informazioni precise sulla composizione del tetto, sui lavori in corso e su eventuali analisi già effettuate. Gli studenti hanno altresì sollecitato l'esecuzione di nuove verifiche qualora gli accertamenti precedentemente comunicati risultassero datati o se non fosse chiara la loro pertinenza a specifiche sezioni della copertura. Dopo l’assemblea del 17 settembre in piazza Matteotti, gli studenti hanno già fissato un nuovo appuntamento per il 25 settembre, che si terrà presso il Laboratorio Sociale, a conferma della loro determinazione a proseguire la mobilitazione.
Le rassicurazioni del dirigente e l'attesa dei documenti ufficiali
Il dirigente scolastico, Roberto Grenna, ha riconosciuto la legittimità della protesta studentesca, affermando che le preoccupazioni espresse sono fondate e comprensibili. Ha comunicato di essere in attesa di ricevere dalla Provincia la documentazione ufficiale relativa alle analisi già eseguite sul tetto. Secondo le informazioni preliminari fornite al dirigente, tali analisi avrebbero escluso la presenza di amianto, indicando invece la presenza di semplice fibrocemento. Il professor Grenna ha espresso l'intenzione di condividere tempestivamente questa documentazione ufficiale con le famiglie degli studenti una volta ricevuta, invitando tutti alla tranquillità sulla base delle informazioni finora disponibili. L’istituto ha assicurato che continuerà a monitorare l’evoluzione del cantiere e a informare costantemente le famiglie in caso di qualsiasi novità o sviluppo significativo.